05/06-08-2008

On air: Summer Nights (Grease OST)

Oh, well~oh, well~oh, well~oh, uh!
Tell me more! Tell me more! Did you get very far?
Tell me more! Tell me more! Like does he have a car?
Aha, aha, aha!

*Simona impazzisce con una simile canzone idiota*

Summer sun, something's begun, but oh oh, those summer nights...
Sì, aggiornamento veloce, stavolta...boh, ho una mezzoretta libera (ma anche no, scommetto che arriverò in ritardo al lavoro), e forse avrei anche qualcos'altro da sistemare in cucina, ma tant'è. Oggi la voglia di lavorare è poca.
(e quando mai)
Bof, i miei tornano oggi pomeriggio. Ho avuto la casa libera praticamente per cinque giorni, e la cucina era un porcil po' sottosopra.
Fino a ieri sera ho fatto la pizza, e vi lascio solo immaginare.
Mi chiedo quando inizierò a studiare, più che altro. La mia vita è un caos quasi quanto la mia stanza, in questo periodo.
So solo che ho finito Insomnia e sono triste, perché chissà quando troverò un libro che mi piacerà così tanto. Ho appena aperto l'ennesimo libro dell'ennesima saga fantasy, Le Cronache di Thomas Covenant L'incredulo, bla bla, alla fine pare sia la solita solfa, aggravata dal fatto che il protagonista non è il solito ragazzino abitante del solito villaggio più o meno pacifico inserito nel contesto della solita guerra globale del solito Re del Male, quanto uno scrittore dei giorni nostri ammalatosi di lebbra, investito da un auto e catapultato nel fantasy world. Da simili premesse non so cosa ci si possa aspettare, tanto per rendere l'idea, ho letto solo 58 pagine in tre giorni. Forse il fatto che abbia appena finito una meraviglia come Insomnia non aiuta.
Comunque mi ha telefonato mia madre e ha detto che mi ha comprato il Notre-Dame de Paris di Hugo, speriamo che sia una buona traduzione, volevo leggerlo da un sacco!
Uff, con il campeggio ho finito i fondi di emergenza extra-settimanali, e adesso sono con il solo settimanale fino a ottobre, mese in cui mi pagheranno il primo stipendio. Dubito che ci saranno altre entrate extra.
Il fatto è che, se mi conservo il lavoro, penso che solo da ottobre ricomincerò a prendere manga. Libri si spera un po' prima, con un po' di buona volontà. Voglio La bussola d'oro, ho visto il film ieri con Peppe e mi è piaciuto un casino!
Ho finito col parlare di libri, vedo.

**termina di aggiornare il giorno successivo**

Allora, principalmente, più che raccontarvi i cazzi miei, volevo sistemare un po' le colonnine del blog che stuzzicano enormemente la mia fantasia.
Quindi, come vedete, ho messo Plurk, che è quell'idiotissima idiozia nella colonna di destra. E' semplicemente una tag istantanea (gestibile dal sito) simile a Twitter, con la differenza che, sempre sul sito, c'è gente che ama farsi i cazzi tuoi e ha la possibilità di commentare (sempre in tempo reale) i sopraccitati. Una sorta di chat permanente, insomma.
E poi ho riscritto la mia presentazione. So che non ve ne potrà fregare di meno, ma pazienza xD

Di questi giorni non ho nulla di che da raccontare: il sabato è finito a giocare a carte nella mia terrazza bevendo birra, la domenica a rotolarmi nel divano (non in senso libidinoso) con Giuseppe guardando televisione e film vari, e poi lavoro, lavoro, lavoro.
Anzi. Ieri sera sono praticamente stata trascinata ad una festa nella megavilla di un mio conoscente pagano, sostanzialmente a fare nulla: c'erano una cinquantina di persone di ogni età, divise in gruppetti a sé orbitanti che difficilmente si sono incrociati. Io mi sono ritrovata a parlare con Raffaele, Angela e Luca e altri pagani di tutto e di più: alcool, sigarette, politica e proibizionismo, gelati, yogurterie, viaggio a Londra, viaggio a Parigi, panifici e differenza di prezzi con l'entrata in vigore dell'euro. Ho avuto anche una discussione interessante sull'induismo (Vishnù, per l'esame di settembre aiutami tu!) con una ragazza pagana.

Non so veramente che altro aggiungere al post di oggi, se non volete che mi metta a sproloquiare. Vi rimando al prossimo aggiornamento, magari sarò più ispirata



29-07-2008

Oh, beh.
Da quanto non aggiorno? Due mesi? Qualcosa del genere, ho idea.
Bene, partiamo dallo spiegarne la ragione, per chi non la conoscesse.
Il computer è andato a fuoco.
Non intendo dire che è stato riempito di virus, sobbarcato di files, rallentato. No, intendo dire che si sono rotte le ventole e, dopo peripezie e soldi fregati dal tecnico vari, il computer ha fatto puff!, è uscito il fumo e pure qualche scintilla. Il tutto mentre ci stavo lavorando, seguendomi una delle partite della nazionale spagnola.
Adesso ho un pc nuovo con la nuova fregatura più colossale dopo la salita al governo di Berlusconi: il Windows Vista. Mi sento davvero di esclamare
UAO  ogni volta che pigio un tasto o clicco da qualche parte e mi chiede l’autorizzazione. Mi chiede l’autorizzazione per accendere, per spegnere, per installare, per chiudere una finestra, per aprire una finestra, eccetera. Non puoi respirare senza prima avergli concesso l’autorizzazione, insomma. Mi chiedo se ci sia un modo per disattivare questo continuo rompimento di coglioni, ma ho voglia di addentrarmi nei meandri del Vista almeno quanta ne ho di rimettermi a studiare Semiotica. E se ci fosse qualche secchione qui in lettura, ebbene, era una battuta, di voglia di studiare Semiotica non ne ho.

Ma andiamo con ordine. Cosa ne è stato della mia vita dal mio ventunesimo compleanno ad adesso?
(è vero, c’è stato un ventunesimo compleanno, ogni tanto ancora mi confondo e rispondo che ne ho venti)
//Ho dato tre materie. Dovevo darne quattro, ma Francese non è andato. Spagnolo III è stato gloriosamente passato con 28, Inglese III con 25 (non è molto, ma un paio di ciufoli che mi ridavo lo scritto), e Seminario di Letteratura Ispano Americana con Buono. Interessante, che mi manchino 14 materie quando a settembre sarò inesorabilmente al mio primo anno fuori corso, vero? Bah.
//Ho preso a lavorare con la Marketing Management. Faccio interviste telefoniche ai clienti del Banco di Sicilia, Banco di Roma e Bibop Carire. La battuta di rito è la seguente: ‘Pronto, buongiorno/sera, sono Simona della TNS Infratest e chiamo per conto della Banca di X, potrei parlare col signor/a Tizio?’.
Ogni tanto mi dicono che non vogliono comprare niente. E io, ma no signora, non le vendo nulla, chiamo per conto della banca. Altre volte mi dicono che hanno da fare e/o i cazzi gonfi e non vogliono essere disturbati, altre, poche per la verità, mi ascoltano e mi concedono cinque minuti del loro tempo per rispondere a qualche domanda su come si trovino con la loro banca. Quando assumo la voce cucciolosa dicendo ‘le rubo solo due minutiniiiiiiiiiii!’, soprattutto.
//Con Gruppo (mi raccomando, nome collettivo maiuscolo), tutto ok, più o meno. Dio, certa gente non si rende conto che più recrimina, più mi illumina la giornata facendomi fare grasse risate. Sapete, io e i miei amici, per certe persone, non siamo identità separate, ma un’unica entità che pensa con la stessa testa. Cooome no? Infatti quelle che litigano sempre tra di loro sono la bocca, le orecchie e il naso.
Colgo l'occasione per far qui gli auguri a quei due idioti di Carmen e Gaspare, che finalmente si sono diplomati xD Ci sta anche un bel 'Tanti auguri!' anche a Michele, che compie gli anni venerdì.
//Venerdì scorso sono riuscita a fare qualcosa che tentavo di fare da un mese: un campeggio con Giuseppe. Abbiamo trovato un camping carinissimo vicino San Vito, abbastanza economico, pulito, e con tanto di piscina. Sono stati tre bei giorni di mare, piscina, scherzi dentro la tenda, corse in bicicletta. Domenica, poi, Valeria –mia cugina di secondo grado, che non vedevo da un paio d’anni e ha il villino proprio a San Vito- ci ha invitati a pranzo con i suoi (sua mamma è cugina della mia) e la zia (sorella della nonna). Ci hanno ingozzati come le oche da paté con un sacco di piatti a base di pesce, buonissimi. Quella pasta con le vongole me la sogno ancora la notte.
Mi chiedo perché spesso non si riesca a stringere i rapporti con una persona con cui comunque ci si trovi bene. E mi riferisco a mia cugina, ovviamente. Studia a Palermo, quindi nel periodo invernale abita qui, ma non ci vediamo mai. Buh.
//Mi sono slurpata non so più quanti libri negli ultimi due mesi. Come potete vedere nella colonna a fianco, attualmente sono in fissa con Insomnia. Se non l'ho ancora finito dopo BEN quattro giorni, è perché ho avuto da lavorare. Comunque Stephen King continua ad essere un genio. Nient'altro da dire.
//L'avatar usato oggi è di una figata di film visto un paio di mesi fa, e di cui mi sono innamorata: Se mi lasci ti cancello. E' un film che, nonostante il titolo balordo (ovviamente una traduzione, il bellissimo titolo originale è Eternal sunshine of the spotless mind), tutti dovrebbero vedere. E' a metà tra una commedia, un drammatico e una sorta di fantascientifico. L'idea di base del film è che esiste una società, la Lacuna Inc, che è in grado di selezionare e cancellare alcuni ricordi dalla mente umana. Il protagonista, Jim Carrey, vi si reca per dimenticare l'ex, Kate Winslet, ma nel bel mezzo della procedura si accorge di amarla troppo per cancellare i suoi ricordi. Inizia così una folle corsa tra un ricordo e l'altro per salvare almeno un frammentino di ricordo di lei.
//Mio nonno mi ha regalato la sua macchina. Beh, la faccenda non è poi tanto allegra, dato che è diventato troppo vecchio per guidare, lui, che fino all'anno scorso era così vitale...
// Beh, di comunicazioni di servizio ce ne sarebbero tante altre, ma ho idea che mi fermerò qui. Accontentatevi, dunque.

Al prossimo aggiornamento, sperando non sia tra trent'anni.




 

01-06-2008

Mm è stato un compleanno grazioso xD
L’anno scorso la festa a sorpresa, quest’anno un sacco di regali…
Ventun anni, già già. E, palle, ieri non so quanto si sia sprecata la battuta ‘Sei fatta vecchia!’, anche da gente che di anni ne ha più. Angela, tra tutti, è stata rimbeccata a tal proposito dalla madre, che mi ha detto: ‘per essere vecchia ne avrai di tempo’.
Venerdì sera ho dormito da Pè. A mezzanotte mi sono arrivati gli auguri di Fratè Gas ed Ema, e ovviamente, appena chiuso il telefono, me li ha fatti Pè che era sul letto con me. Mia madre avrebbe voluto chiamarmi alle cinque meno dieci –sono nata a quest’ora-, ha detto, ma per fortuna non l’ha fatto. Non so quanto sarei stata felice di ricevere gli auguri nel pieno del sonno. Alle sette e qualcosa è arrivato il messaggio di Carmen.
Alle undici io e Pè siamo andati a casa mia per il pranzo con i miei (abbuffante, e ho idea che questo week-end di ciccia non sia ancora finito), verso le tre mi ha chiamata Moglie (*_*), poi  io sono andata da Angela. Dopo aver aiutato Marco a scegliere un regalo per Linda, ho accompagnato Michele al Giardino Inglese, dove suonava un suo collega con il gruppo…c’era anche il gruppo di un amico di Marco, con cui ho giocato a D&D, tutti vestiti da Pirati dei Caraibi, ma sfortunatamente non abbiamo fatto in tempo a sentirli. Peccato, perché sono bravissimi (soprattutto lui, che suona il violino), li abbiamo beccati al centro un paio di mesi fa e hanno suonato musica celtica.
La disorganizzazione è sempre quel che è, complice il fatto che Linda ha voluto fare una sorpresa a Marco scendendo a Palermo questo week-end, e quindi qualcuno doveva andare a prenderla all’aeroporto,  coperto da scuse su scuse. Nulla mi vieterà di credere che Marco già sapesse tutto e abbia semplicemente fatto finta di essere sorpreso (troppe ‘coincidenze’), inutilizzando quindi tutti i nostri sforzi, ma pazienza.
Il risultato è stato che abbiamo cenato alle dieci passate, in quattro. Alcuni erano al lavoro, altri hanno cenato a casa, altri erano per l’appunto all’aeroporto, ergo ci siamo riuniti più o meno tutti solo a mezzanotte e mezza. Mancavano tre persone di cui mi spiace che non si siano fatte sentire, ma pazienza. Abbiamo stappato il fragolino e poi io e Fratè Gas, lui con dieci giorni di ritardo, abbiamo aperto i regali.
Pè mi ha regalato una canotta di Jack Skeleton bellissima, e I Talismani di Shannara di Terry Brooks. Piccioloooo, mi hanno detto che non sapeva più a chi rivolgersi per capire cosa regalarmi **
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Gli altri mi hanno preso uno yukata con motivo floreale stupendo, un servizietto da tè con teiera schiacciata e due bicchieri, e un poco misterioso terzo regalo:
Angela: ‘Simo, Luca ha dimenticato l’altro regalo tuo a casa…’
Marco (pochi minuti dopo): ‘Simo ti è piaciuto lo specchio?’
Angela: ‘Ma allora sei cretino!!! L’ho detto davanti a te che Luca aveva dimenticato a casa quello che aveva lui!’
Io: …
Poi beh, mia nonna mi ha mandato un po’ di soldini come sempre, i miei mi hanno regalato il Nokia 5300…
E io mi sono fatta un regalo un po’ particolare, che in realtà ha pagato mia madre.
Beh, mi sono tinta i capelli di rosso.
Sì, lo so che li avevo tinti di rosso due mesi fa, ma stavolta sono molto –molto- rossi, direi della stessa tonalità di Gojyo nel Reload.
Osservate:
 

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Sì, cioè, mia madre mi stava buttando fuori di casa. Ma è carino, ne?
A parte gli amici 'reali', ho ricevuto tantissimi auguri sul forum Smo ^^ non me l'aspettavo! E Mele ha addirittura pubblicato una fanfiction che mi ha dedicato...Mele, se leggi il blog prima che ci sentiamo...se ci sono problemi con il link fammelo sapere e lo rimuovo subito, ok? ^^ Grazie ancora, tantissimo!

Nijuuichi

Insomma, un bel compleanno. Oggi invece sono di comunione == mio cugino. E se manco, mia zia mi ammazza -non vedo né lei né gli altri da mesi, ormai.
E domani si studia.
Il 3 Giugno ho Inglese III e Spagnolo III che, se tutto andrà bene, saranno gli ultimi esami di lingua per questa triennale. Uno è alle 8 del mattino a l'altro alle 14 del pomeriggio. Se ci unite il caldo, ho idea che ci sarà da impazzire.
E ora torno a guardare Everwood, uno dei soliti telefilm melensi che tutti dicono di non guardare o di guardare solo quando capita, e invece lo seguono tutti. Almeno, qui in famiglia ad ammettere di seguirlo è solo mia madre.
Ora, se mio fratello la smette di fare esperimenti col suo nuovo modem -che ha comprato in vista dell'X Box 360-, pubblico questo post.
 
Vi metto qui una mia foto in kimono (mi piace tantissimo!**) prima di chiudere...

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26-05-2008

Figo, tra cinque giorni è il mio compleanno.
L'anno scorso, in occasione di tale evento, mi saltò fuori un nostalgico e drammatico post che molti interpretarono come le ultime volontà di un'aspirante suicida.
Quest'anno mi è uscito qualcosa di simile, ma sono riuscita a trasformarlo in una cosa meno depressa, forse perchè sono più stressata ma meno triste dell'anno passato, tutto sommato.
Il maschio che mi fa dannare c'è sempre, ma almeno stavolta non è prevista una sua partenza verso lidi lontani. E comunque ho imparato dalle mie esperienze.
Insomma.
In realtà non è poi così figo, che faccia il compleanno.
Quando avevo quindici, sedici anni, fremevo a ogni compleanno perché ero diventata più grande.
A dieci anni ne volevo quattordici perché avrei potuto iniziare a truccarmi. [in compenso adesso mi trucco pochissimo perchè mi secca perdere tempo]
A quattordici mi truccavo, ma ne volevo sedici perché non ero sviluppata e i ragazzini non mi si filavano. [beata ingenuità, quanto si sta bene senza uomini...]
A sedici ero sviluppata e i ragazzi avevano iniziato a notarmi, ma ne volevo diciotto perché non uscivo quasi mai la sera. [eh beh...]
A diciotto uscivo la sera quanto mi pareva, ma ne volevo venti perché mi sentivo ancora troppo piccola per certe cose. [ovviamente]
A venti mi ero già innamorata, avevo fatto l’amore, avevo preso la patente, mi ero ubriacata almeno una volta, avevo provato almeno uno spinello, avevo trovato e perso tanti amici. [cose che al giorno d'oggi anche una quattordicenne ha provato, insomma]
Adesso ne ho quasi ventuno, e improvvisamente quel treno, che prima mi appariva così lento, sembra volare; e vorrei che rallentasse.
Si vuole sempre troppo dalla vita.
Dicono che gli anni della giovinezza vanno via troppo presto. A me sono sembrati un’eternità, e vorrei che continuassero a sembrarmi tali. 

Facciamo un po’ il punto della situazione dal Maggio dell'anno scorso:

Alessio è partito.
Sono stata mesi a litigare con Alessio, e sono caduta in depressione.
Ci siamo lasciati una prima volta.
Ci siamo messi insieme una settimana dopo.
Marco e Alessio stavano per prendersi a legnate.
Io e Alessio ci siamo lasciati definitivamente prima di Natale.
Ho visto due volte moglie, la scorsa estate (è venuta da me per due settimane) e a Lucca.
Ho conosciuto un fottio di persone: Daniela, Aldo, Dario, Marco, Gaspare, Carmen, Luca, Giovanni, Giuseppe, Claudio, giusto per citarne alcuni. Alcuni sono pressoché scomparsi dalla mia (nostra) vita, ma la maggior parte sono vivi e vegeti.
Ho aperto la macchina di due tizi pensando fosse quella di Gaspare e mi ci sono infilata dentro.
Sono stata a Lucca:
- Ho incontrato Fuyumi Souryo;
- Ho incontrato Licia Troisi;
- Ho incontrato un casino di gente di Palermo che nemmeno sapevo fosse lì;
- Ho offerto un cicchetto di Talea a ogni matricola di Pisa che veniva a chiedere soldi per la festa delle matricole;
- Ho incontrato un sacco di gente dello Smo;
- Ho visto finalmente la torre di Pisa!
Ho sferruzzato una sciarpa.
Durante un diluvio universale ho buttato sette pizze nel canale di scolo fangoso del marciapiede, poi le abbiamo messe nel forno e mangiate.
Ho scambiato da dietro la madre di Sonia per Sonia e le ho fatto il solletico nei fianchi.
Ho fanculizzato Giorgia.
Mi hanno offerto uno spinello che probabilmente conteneva Metadone senza che io lo sapessi e sono collassata.
Ho promesso di non fumare più spinelli e per adesso ci sono riuscita.
Patti mi ha stracciato un tanga per farmi lo sparticulo.
Ho battuto la testa contro una panca di cemento, uccidendomi l’ultimo neurone.
Sono stata a Londra:
- Ho dormito in un lurido ostello;
- Ho mangiato porcate su porcate;
- Ho urlato bestemmie e parolacce, salvo scoprire che c’erano italiani nei dintorni;
- Ho rischiato di perdermi in un bagno che si estendeva nelle profondità della terra;
- Ho rimorchiato/mi ha rimorchiato un argentino in una discoteca costruita dentro una chiesa sconsacrata;
- Ho incontrato decine di gay;
- Eccetera (vedi post sulle Cento cose imparate a Londra).
Ho giocato e finito Kingdom Hearts II.
Mi sono iscritta a Badoo per scherzo e invece ci ho conosciuto il mio attuale ragazzo.
Ho dato quattro materie.
Ho rischiato almeno tre incidenti stradali.
Ho viaggiato due volte nel minuscolo portabagagli di una Panda.
Sono stata fanculizzata da Alessandro…ops, Delusione.
Il 90% dei ragazzi che ho conosciuto erano gay.
Sono defunti almeno tre personaggi di manga/anime che adoravo, tra cui, recentemente, Kenren Taisho di Saiyuki Gaiden.
Ho perso 0.75 diottrie per occhio.
Ho scampato almeno un paio di risse.
Ho conosciuto un simpatico delinquente cocainomane che ha minacciato di farci un fermo.
Ho preso due multe sull’autobus, una ancora da pagare.
Ho conosciuto Giuseppe su Badoo e l’ho incontrato per un caffé.
Ho iniziato a frequentare Giuseppe, ci pizzichiamo ogni giorno e rischiamo di lasciarci ogni tre, ma contro ogni rigor di logica stiamo insieme da quasi tre mesi.
Un poliziotto ha bussato al vetro della macchina in cui stavo pomiciando e mi ha detto: ‘Signorina, si vesta. Spostate la macchina, che c’è vento e sono già caduti due alberi’.
Non ho trovato neanche un lavoro.
Ho cambiato colore di capelli, e ne ho portato una ciocca a Raffaele come prima rata della parrucca che gli avevo promesso.
Io e Marco abbiamo litigato e ci siamo fanculizzati un numero imprecisato di volte.
Abbiamo designato lo Cha, una sala da tè, come nostra seconda casa.
Berlusconi è salito al governo.

Eccetera. Sicuramente molte cose mi saranno sfuggite, ma non importa.
Probabilmente anche l'anno prossimo avrò un mucchio di cose da raccontare. Accidenti.



 

18-05-2008

Di questo post non fregherà niente alla maggior parte delle persone che frequentano questo blog. Poco m'importa.

Questo intervento è dedicato a un personaggio che ha accompagnato gli ultimi cinque anni della mia vita, che ha regalato tante emozioni a tutte noi fan di Saiyuki, o meglio, di Saiyuki Gaiden, e che ci ha lasciato nel modo peggiore possibile.

Non prendetelo come uno sfogo da fangirl.
E' solo una piccola commemorazione per un personaggio a cui sono molto affezionata.

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~Kenren Taisho, Addio.~
Fiorisci e fiorisci.

 

08-05-2008

Detto di no ad un’offerta di lavoro.
Quattro ore al giorno, tutti i giorni, rallenterebbero ulteriormente la mia carriera universitaria che già procede come un obeso su un monopattino.
Ero già decisa a rifiutare, quando stamattina ho preso per scherzo, appena sveglia, un mazzo di tarocchi.
Prendo la prima carta che mi capita chiedendomi se mi convenga davvero rifiutare.
La carta dello studio.
Ho tirato il mazzo per aria con un sonoro ‘mavaffanculo’.

I tarocchi, nel mio caso, hanno sempre l’utilissima funzione di sottolineare quel ch’è già ovvio.
Mai che mi dicano ‘ci saranno tanti soldi nella tua vita’, ‘troverai uno splendido e ricco marito che lavora ad Hollywood’, ‘camperai fino a cent’anni’.
E la carta della morte è sempre con me. Chiunque mi legga le carte, compresa me medesima, con qualunque domanda, c’è sempre la carta della morte. Che, ricordiamolo, indica il cambiamento.
Bella forza. I cambiamenti ci sono sempre, nella vita.
Ho idea che il vero scagazzo mi toccherà quando tirerò fuori la carta della morte dal mazzo che uso di solito perché non ha la carta della morte.

Visto che siamo in tema di cose spiritiche (che coltivo quando non ho un cazzo da fare), vi dirò che il primo di maggio abbiamo fatto una scampagnata fino a Erice per festeggiare Beltane, la festa della fertilità, dell’amore, eccetera. Gli esperti hanno montato un altarino per la dea, con spighe, fiori, statuette, coltelli sacrificali, poi abbiamo sgozzato un capretto per offrirne il sangue.
No, non è vero.
Abbiamo suonato, cantato e danzato.
E uno degli officianti ha detto di mettere sull’altarino ciò che desideravamo energizzare.
Ci ho messo delle monete e la mia tessera Postepay. Spero che il messaggio sia chiaro.
Mo’ aspettiamo i frutti.

*\_L’elenco delle prime cose che vorrei acquistare se avessi i soldi_/*
- Un pc portatile. Uno qualsiasi, chissene, basta che funzioni. E che non ci sia Windows Vista, magari.
- Un telefonino nuovo, modello non troppo aggiornato, ma forse questo me lo regalano i miei per il compleanno (il 31 maggio! Mi sento sempre più vecchia…). I miei telefonini sono del ‘15-’18. In realtà non ci faccio un cazzo, io, con il telefonino. E’ sempre senza soldi e lo uso semplicemente per ricevere chiamate da chi li ha.
- Un  pouf. Io sono innamorata dei pouf, amo i pouf e voglio che nella mia stanza ci sia un pouf con sopra la perenne forma del mio culone.
- Un paio di Converse. Sì, lo so che queste potrei chiederle ai miei, ma voglio comprarmele da sola con i soldi che non ho. E le voglio così.


Alura. Vi sembrava che avessi smesso di sparare cazzate, eh? Ci avete creduto?
No. Ringraziate Mel che mi ha passato la patata bollente per questo gioco. E io non lo taggo a nessuno perché tanto nessuno accetta mai xD
Sorbitevi un’altro centinaio di righe di post.

~Il gioco delle 6 domande~
Regolamento:
* Indicare il link di chi vi ha coinvolti;
* Inserire il regolamento del gioco sul blog;
* Citare 6 cose che vi piace fare;
* Coinvolgere altre 6 persone;
* Comunicare l'invito sul loro blog;


1- Il cazzeggio con gli amici.
Credo che mi capirete, perché non penso che il mio blog venga frequentato da discotecari e/o ubriaconi incalliti, né aficionados de la movida, ma io a ciò che si fa premetto la compagnia.
Certo, a volte mi scoccia stare a non far niente sul marciapiede. Mi è scocciato anche l’Exit, veramente. Però, in genere, preferisco un film a casa, una passeggiata, tre ore in sala da tè o quattro a sbevazzare, il tutto con gli amici, a una discoteca o comunque una serata ‘in’ con gente stupida.
E vi assicuro che le nostre serate non mancano di suspence. Possiamo vantare una rissa, una persona quasi finita in coma etilico per aver bevuto senza dirci che era astemia, un tipo che dopo essersi tirato di cocaina ha minacciato di rapinarci, eccetera.

2- Leggere. E i libri (non confondiamo le due cose).

Ho imparato a leggere che avevo poco più di quattro anni, e per lustri non è passata settimana che non avessi in saccoccia il Topolino del mercoledì (dal nonno) e il Giornalino del giovedì (da papà). I libri, dite? No, quella è una storia un po’ complicata. Fatto sta che per anni mi hanno propinato i libri per ragazzini/e: Piccole Donne, L’isola del tesoro, La capanna dello zio Tom, Cuore, eccetera. Libri che iniziavo con tanti buoni propositi, e puntualmente rimettevo a posto dopo poche pagine. Due palle pazzesche. Mi piaceva toccarli, i libri, cercarli, scoprirli: il nonno aveva un ‘rifugio segreto’, un ex letto a ponte adibito a libreria nascosta, che ho scoperto intorno agli otto anni. Un mondo! Decine di Classici Disney degli anni ‘Sessanta, libri antichi su libri antichi, mi divertivo a frugare per ore lì dentro.
Mi piacevano, sì, da sfogliare, da guardare e da annusare. Ma non mi sono mai azzardata a leggerli, i titoli erano incomprensibili (quelli per adulti) o noiosi (quelli per ragazzi).
Finché non è arrivato lui, il Re.
Avevo forse undici, dodici anni, e mi capitò tra le mani Pet Sematary di Stephen King. Lo lessi in quattro giorni e fu amore a prima vista. Da lì, credo, iniziò il mio amore per la lettura. Adesso ho i miei bravi ventun’anni, e la mia discreta media di cinquanta libri letti all’anno. Naturalmente non mi sono fermata a Stephen King: sono passata dall’horror ai classici, finché, a quindici anni, non scopersi il fantasy con Il signore degli anelli.
Oggigiorno leggo più o meno di tutto, direi. E, ovviamente, anche i manga: non è una novità.
3 – Stare al pc.
Msn, badoo, anobii, smo, efp…non importa, stare al pc è per me sempre e comunque una droga. Ho sempre qualcosa da vedere, sempre qualcosa da fare, sempre qualcosa da dire. Dopo pranzo non riesco a fare nulla, solitamente: beh, piuttosto che dormire preferisco stare al pc a sentire musica, vedere un film, o chattare.
Devo andare a studiare? ‘Sì, alle quattro inizio’. ‘Ops, che peccato, si sono fatte le quattro e cinque…dai, ormai inizio a e mezza’. ‘Sono le quattro e trentuno…ormai inizio alle cinque meno un quarto’…e così se ne va via un pomeriggio. Sostanzialmente senza fare quasi nulla.
4 – Riguardare vecchie foto e video.
Lo so che è da vecchi bacucchi…ma impazzisco per le foto. Anche se ricordano persone con cui ho troncato, eventi spiacevoli, date da dimenticare, chissene. Le foto sono meravigliose, fissano un momento, un’emozione, un sorriso. Le guardi e pensi che quella persona non la frequenti più, ma quella foto non lo sa: in quel momento ti era amica, era felice di essere con te, e sorrideva.
E’ bello guardarle e ricordare, ridere, sorridere con nostalgia, sospirare.
5 – (*iniziano a mancarle le idee*…per forza sei, vero? Di meno no?) Stare a letto.
Dormire, pensare, sognare, anche farci quel che in questo momento state pensando, malpensanti, ok, avevate ragione.
Amo il letto, io. Amo dormire, amo starci coricata con un amico/a parlando di nulla, amo starci con il mio ragazzo ore intere, amo guardarci un film, amo leggerci. Se mi chiedete qual è la parte più indispensabile della mia casa, vi ho appena risposto.
6 – (e finalmente siamo all’ultima) Scrivere.
Non so perché l’ho messo in fondo, in realtà. Forse perché è una cosa che mi piace fare quando mi riesce. La verità è che succede molto di rado che butti giù due righe sensate e magari utili.
Scrivo fanfiction da un po’, e non è una novità. Mi piace rileggere quando ho scritto qualcosa che mi soddisfa, mi piace pubblicare quando quel qualcosa che mi soddisfa è sensato, ciò che mi piacerebbe fare è scrivere qualcosa di un po’ più impegnativo.

Un racconto originale, per esempio.
Ma le idee non vengono. Ho la sensazione che ci siano, ma non riesco a dar loro forma.
Per adesso mi limito alle fanfiction, augh.

Mi è venuto in mente che magari Carmen e clacca potrebbero gradire. Magari lo taggo a loro.

E mo’ vi parlo di…
No, ora vi lascio in pace sul serio. Adiòs a tutti.




 

28-04-2008

Una guerra, ‘sto 25 aprile xD
No, sul serio.
Punto primo, come non mi stancherò mai di ripetere, l’organizzazione ha del sublime nella sua non esistenza.
E tuttavia devo dire che stavolta non ha presentato gravi problemi logistici: soldi avuti in tempo, macchine trovate in tempo, spesa fatta in tempo e casa trovata in tempo (poi abbiamo cambiato programma altre due volte, ma sempre in tempo). Qualche casino per quanto riguarda gli orari, forse, ma nulla di insolubile.
E dunque, ci siamo messi in macchina alle nove (che poi sono ovviamente diventate prima le nove e mezza e poi le dieci, almeno stavolta per mio personale vanto e sfizio), io, Peppe, i Pat, Gas, Raffaele, Ema, Claudio e Angela; destinazione: Altofonte, per recuperare Cammela, con la quale ci siamo poi recati nel suo villico appezzamento. Inutile dire quanta carne è stata arrostita, quanta birra bevuta, quante stronzate fatte e dette. Scopone, fuoco, Monopoli della Disney, alberi su cui arrampicarsi, sacchi a pelo e tavoli spostati alla ricerca del fugace sole. Ah, e battaglie a suon di clacson contro i villici della casa accanto, che hanno rischiato di uccidere a pallonate i teneri virgulti di fave del nonno di Carmen. C’è chi ha mangiato chili di carne, chi bevuto tanto Martini, chi si è arrampicato sul tetto e chi è stato stracciato a Monopoli dopo alleanze varie e tangentopoli.
Con Marco e Linda –arrivata da Roma- al seguito, siamo poi andati a casa di Ema dove, dopo una cena a base di pasta al salmone, abbiamo naturalmente iniziato a bere.
Devo dire che era da un po’ che non indugiavamo in giochi promiscui sponsorizzati da Raffaele, ed era da un po’ che non bevevamo così tanto. Fatto sta che, non dovendo guidare nessuno in quanto era preventivato che dormissimo da Ema (accampati in dodici, faccio notare), tutti o quasi hanno bevuto e, nonostante qualche reticenza iniziale, tutti o quasi hanno accettato le penitenze più vergognose con le persone più vergognose, una volta sotto l’effetto dell’alcool.
Penitenze decise prima di estrarre le carte, per evitare rancori personali: ed ecco chi tira fuori la donna di denari o di coppe, ma anche il re di spade o addirittura il cavallo (penitenza con l’uomo e la donna del seme in questione).
Accolti nella cricca, dunque, Claudio e Peppe. Che noialtri fossimo accollativi non era una novità, ma loro si sono rivelati una piacevole sorpresa. Amo le persone che prendono la vita con ironia.
E dunque, immaginatevi mimi di atti sessuali, usando bottiglie [Cla’, ma te lo devo insegnare io come si fa la bocca a pom*ino? Non sei convincente!], morsi in posti strani, sgamate di variabile durata, Gaspare che batte al porto con tanto di sottofondo di gabbiani, io che imito il cane Alastor liberamente ispirato al libro vm18 della Santacroce, con un telecomando infilato nei pantaloni, eccetera.
L’età media, tra parentesi, era di vent’anni Penso di più, forse, dovrei farmi il conto.
Siamo dei bambinoni.
Com’è prevedibile, verso le cinque del mattino eravamo tutti a livelli variabili di ‘allegria’. Da quello che non ha risentito dell’alcool, a quello con la nausea, a quello che non si reggeva in piedi.
Personalmente, sono stata bene finché non ho avuto l'insana idea di andare a fumare la decima sigaretta della giornata, che mi ha portato la pressione sotto le scarpe: mi sono trovata coricata nel divano con Peppe dietro, senza potermi alzare.
- Simo, dai, mettetevi nei materassi a terra accanto a Linda e Marco, che state più comodi…-
Ci trasciniamo in camera di Ema. Peccato che Marco e Linda, o meglio, soprattutto Linda, si fossero fregati tre quarti del materasso che spettava a noi, oltre al loro. Abbiamo dormito tre ore, malissimo, Peppe spiaccicato contro il muro e io spiaccicata contro di lui, mentre Linda si estendeva e si buttava sopra di me. E il giorno dopo ha avuto il coraggio di dire: ‘Ecco cos’era quella cosa così morbida su cui mi sono buttata!’.
Fatto colazione, e preso un po’ di sole nel giardinetto di Ema, siamo tornati a casa col fermo proposito di non incontrarci mai più.
E naturalmente a cena ci siamo rivisti tutti, escluso Peppe Pat che tornava al paese, da Raffaele, indi siamo andati a prendere il tè allo Cha. E ovviamente loro (io ero con Peppe) si sono rivisti pure ieri per andare a mare, e poi dopocena.
Ora sto riguardando foto e video. Se considerate che alcuni avevano bevuto così tanto da non ricordarsi cosa avevano fatto prima di guardarli, capirete che molti non usciranno mai dal mio pc.

...

Ci sono cose che fanno ridere, altre accapponare la pelle, altre...non so, risvegliano la mia fantasia yaoi. E il fatto che queste ultime riguardino il mio ragazzo e il mio ex, mi da' da pensare.
Uccidetemi...

Qui le foto che sfiorano la pubblica decenza...




 

18-04-2008

*canticching la musichetta di Xena*

Mh, sì, d’accordo, aggiornamento.
Perché il blog ogni tanto va aggiornato, è la regola.
Son cazzi, però, perché non ho la minima idea di che cosa scrivere, oggi. Perché questo blog diventa sempre più pieno di cazzate?

Dove sono finiti i bei post seri di una volta?
No, cancella
. Quelli erano dovuti alla depressione. Dato che fortunosamente ne sono uscita, non li rimpiango affatto.
Ebbene sì. In primavera sono sempre contenta, da qualche anno a questa parte. Mia madre dice che sono gli ormoni, che ogni anno tra febbraio e marzo mi trovo il ragazzo, che d’estate si litiga e d’autunno ci si lascia. Mi ha consigliato di provare a cambiare mese, magari trovarmelo d’inverno, così magari va meglio.
Ecco, a tal proposito! Ho una madre che ha una splendida opinione di me: intanto ha preso l’abitudine di rimarcare il discorso del calendario. Per chi non lo sapesse, mia madre è convinta che nel corso della mia esistenza troverò tanti ragazzi da esaurire i nomi sul calendario. Il mese scorso, quando ha annusato il nome di Giuseppe, è andata a prendere il calendario sul serio e, fingendo di sfogliarlo, ha esclamato: ‘Ahhh, la G ci mancava!’.
Inoltre, ieri, ha esordito con un discorso che naturalmente qualunque madre farebbe alla propria figlia:
“Ma tu non è che questo qui ce l’hai come chiodo scaccia chiodo, vero? Cioè, ti ci sei messa per passare il tempo e dimenticare Alessio…non mi va che con la tua stronzaggine faccia stare male i ragazzi…se ti serve come passatempo, fai una cosa: trovatene uno stronzo come te e vi fate le vostre cose, almeno non ci resta male”.
Ovviamente la mia espressione era più o meno questa: °_°
Punto 1, quell’inneggio al sesso occasionale non mi sembra un discorso tipicamente materno. Punto 2, mi chiedo se mia madre abbia coscienza di come davvero sia una sgualdrina e se la identifichi con me.
Sono tuttora perplessa sul grado di serietà del suo discorso. Cioè, dai, mi auguro che cercasse solo di fare la mamma moderna.
L’ultima risale a ieri.
“Non c’è niente da fare, le donne sono masochiste. Vogliono gli uomini che le fanno stare male e che le maltrattano. Guarda te: i ragazzi che ti servivano e riverivano – a quel punto mi sono grattata vistosamente la testa chiedendomi in quali cartoni animati li avesse mai visti – ti hanno annoiato dopo un po’, quell’altro a Carrara, invece, ti aveva in pugno! Poteva fare quello che cavolo voleva e a te andava bene!”
E lì a darsi a pappardelle incredibili °_°


Satana sodomizzatore, perché sono finita a parlare di mia madre? ò_ò La mancanza di argomenti intelligenti su cui disquisire non mi autorizza a sceglierne uno così idiota!

Ho cambiato font, come vedete. Non so nemmeno bene io perchè: oggi mi sono messa a scrivere sul blog con solito Century Gothic, e mi sono accorta che non ne capivo più un cazzo (bonjour finesse, in questo periodo mi sento veramente un animale. Senza apostrofo.), quindi mi sono incacchiata e ho deciso di cambiare il carattere. Magari prima o poi rimetterò il vecchio Century, anzi, lo metto nella colonna di sinistra, che quel Tahoma mi ha dato pure alla testa. Rivoluzioniamo.

Di che parliamo adesso?
Ma sì, parliamo di quella cosa che si trova tra l'elenco di cose che odio.
La politica!
Ha scritto la poetessa Szymborska:

"Siamo figli dell'epoca,
l'epoca è politica.
Tutte le tue, nostre, vostre
faccende diurne, notturne
sono faccende politiche.
Che ti piaccia o no,
i tuoi geni hanno un passato politico,
la tua pelle una sfumatura politica,
i tuoi occhi un aspetto politico.
Ciò di cui parli una risonanza,
ciò di cui taci una valenza
in un modo o nell'altro politica.
Perfino per campi, per boschi
fai passi politici su uno sfondo politico.
Anche le poesie apolitiche sono politiche,
e in alto brilla la luna,
cosa non più lunare.
Essere o non essere, questo è il problema.
Quale problema, rispondi sul tema.
Problema politico.
Non devi neppure essere una creatura umana
per acquistare un significato politico.
Basta che tu sia petrolio,
mangime arricchito o materi5le riciclabile.
O anche il tavolo delle trattative, sulla cui forma
si è disputato per mesi:
se negoziare sulla vita e la morte
intorno a uno rotondo o quadrato.
Intanto la gente moriva,
gli animali crepavano,
le case bruciavano e i campi inselvatichivano
come nelle epoche remote
e meno politiche.
"
[Szymborska, Figli dell'epoca, da Gente sul ponte]

Prima o poi qualche poesia della Szymborska, scoperta per caso su un volantino mentre passeggiavo in facoltà riluttante ad andare alla lezione di spagnolo, dovevo metterla. E dato che il nano malefico è tornato, e se non gli viene un colpo apoplettico dovremo tenercelo tra le palle per i prossimi cinque anni, ne ho scelta una sulla politica, io, l'apolitica per eccellenza.
Sì, insomma, io ho votato per la sinistra, alla fine, anche se non avevo intenzione di votare affatto causa, per l'appunto, ritrosia nell'impegnarmi in una qualsiasi delle due direzioni. Non è ignavia, la mia. E' proprio che ne ho piene le palle dei politici, tutti. Certo, qualcuno mi sta un po' più sui coglioni degli altri (tipo quelli della Lega Nord, che secondo me meriterebbero il rogo più del Berlusca: credo di non aver mai visto tanto razzismo da quando ho studiato Hitler alle medie), ma in generale mi manda in bestia quell'ovvio passaggio tra 'riforme verso cui mi mostro favorevole' a 'politici che dovrebbero realizzarle'.
Ho votato sinistra per alcune ragioni: perchè sono favorevole ai Dico, perchè sono favorevole alla scuola pubblica, perchè dico NO alle truppe in Iraq, eccetera. Ma in realtà ultimamente mi oriento sempre più verso l'anarchia.
La Szymborska, in quella poesia, ha espresso una verità scomoda.
Qualunque parola idea uscire dalla mia bocca, sarà etichettata con una delle due direzioni che governano il mondo.
Etichette, non contenuti!

Ecco. Ho dato una parvenza di sensatezza a questo intervento. A questo punto, mi sa che posso anche chiudere. Torno a leggere Calvino.

E citando il mio nick su msn...

May the force be with us...ora che è tornato il nano malefico!




 

05-04-2008

Bof, è un periodo un po’ strano.
Sì, cioè, sono contenta e mi sento immersa in una nuvola di vita alla giornata, non so se mi spiego. Non va malaccio, anzi, si può dire che vada discretamente bene, ma certi momenti mi prende una sensazione di completa inutilità, per diversi motivi.
L’università va. Non sto andando come un treno, direi che è più una passeggiata a piedi con tanto di soste per rimirare il panorama, ma va. Io sono del partito ‘chi va sano va piano e va lontano’, ma non credo che i miei genitori siano tanto d’accordo. Ça va bien, in ogni caso.
Soldi non ce ne stanno. Non so se è colpa mia che non mi metto a girare in bicicletta scaraventando curriculum ovunque come se fossero i giornali del mattino, se della Sicilia che lavoro non ce ne sta per nessuno che non sia circondato da persone pronte a prenderlo a calci in culo in senso positivo, se di boh. Non ce n’è e stop. E la libreria di manga piange.
Anzi, la settimana scorsa ne ho preso qualcuno. Ho paura che, continuando così, perderò ogni stimolo, e quello sarà il momento in cui mi getterò dalla finestra della mia stanza con una pietra al collo (no, quello si fa per i ponti, forse).
Leggo. Non i libri che vorrei, perchè soldi non ce ne stanno, come già detto, ma leggo. Prendo quello che trovo a casa, quello che mi faccio prestare, mi basta leggere. Vorrei Il Conte di Montecristo. Ne ho trovata una versione economica alla Mondadori, ma è scritta in maniera minuscola e i miei occhi non sono il massimo, grazie alla lettura implacabile di libri analoghi.
Ho idea che la prenderò ugualmente.
Ma sì, dai, andiamolo a prendere. E' da almeno un anno che spasimo per leggere Il Conte di Montecristo, e mi piego a qualsiasi compromesso. Anche perchè non ho ancora trovato un povero folle che abbia nella sua libreria questo classico francese in due tomi da un migliaio di pagine, che possa prestarmelo.
Ah, sto frequentando una persona. Questo intendevo parlando di vita alla giornata, perchè non so nemmeno bene che tipo di rapporto si sia instaurato. Mi sembra di essere totalmente agli antipodi rispetto a lui, ed è una cosa che trovo divertente, perchè finora non ho mai frequentato persone dal carattere così diverso dal mio. Il naturale risultato è che ci pizzichiamo dalla mattina alla sera, però buh, credo che stiamo bene insieme, almeno da parte mia, e non parliamo mai di quello che è o di quello che sarà. Forse, dopo gli ultimi trascorsi, mi serviva una simile 'relazione'. Non è solo un rapporto fisico, eppure non stiamo insieme. E' una sorta di via di mezzo, direi, perchè non c'è nemmeno quel 'tu fai come vuoi e io faccio come voglio e non ci rompiamo le palle a vicenda'.
Bof -'sto bof da quando l'ho letto in un dialogo in francese mi è rimasto in gola, tra un po' comincerò a dire pure 'ouis ouis' -, per ora mi sta bene così.
Per il resto, con gli amici tutto ok. Il casino a cui accennavo nello scorso intervento non si è ancora risolto, ma con quella persona ho ripreso a parlarci più o meno normalmente. Non che la consideri una faccenda chiusa, attenzione: tant'è vero che attualmente non so come comportarmi. Bah. E, a proposito, vi riporto più o meno una scena che si è tenuta nel reparto Telefonia fissa di Max Living:

Gaspare (indeciso con due cordless della Panasonic in mano): Mm non so quale prendere...questo costa 15 euro e questo 20...ma questo può memorizzare 50 numeri in rubrica...e poi si illumina il display? E poi quello da 20 euro è più bello.
Simo: Gaspare, col telefono ci devi telefonare, che te ne frega dell'aspetto?
Signora con marito e bambina (e anche lei indecisa con i due cordless in mano): No, ma il ragazzo ha ragione...anche quelle sono importanti...*nome del marito*, tu che ne dici, quale prendo?
Marito della signora: ...ma non so, fa' tu...
Gaspare: Ecco, vedi, la signora mi da' ragione! E' vero che quello da 20 euro è meglio?
Signora: Sì sì, ma poi guarda, c'è l'identificativo chiamante!
Simo (legge la scatola di quello da 15 euro): Anche qui...Gaspare, ti decidi o no?
Gaspare: Ma aspetta! Ma questo ha la base troppo grande! Quella del mio è piccolissima!
Simo: Ma che te ne frega della base?
Signora: Ha ragione, la base è enorme!
Gaspare: Aspetta, guardo gli altri...questo è carino...
Simo: E costa 40 euro.
Signora: *nome del marito* che ne pensi di questo?
Marito della signora: *nome della moglie*, avevi scelto quello da 15 e ok, per soli cinque euro di differenza quello da 20 va bene...poi quello da 25...da 30...ma ora sono 40!
Simona: Gaspare, o ti decidi o lancio la monetina e decido io per te.
Gaspare: Uffa... (prende cordless da 20 euro)
Simona: Oh, finalmente s'è deciso! Signora arrivederci!
Signora (ancora coi cordless in mano): Beato lui che ha deciso!
Simona (al marito): ...e buona fortuna a lei.
Marito: ...

Direi che è alquanto inquietante il fatto che le due fazioni fossero Gaspare/Moglie nevrotica e Simona/Marito strafottente. Sto pericolosamente diventando sempre più simile a quella tipologia di maschio da cui mi tengo più alla larga, ossia quelli con due unici neuroni vaganti che ogni tanto si incontrano e si tamponano. Ormai, praticamente, le uniche persone con cui faccio pane sono i colleghi maschi (oltre a Giuliana), con cui mi do a filosofiche disquisizioni sui doppi sensi delle parole francesi e inglesi, e con cui scambio sguardi eloquenti mentre la professoressa parla del femminismo.
Le colleghe ridono delle mie battute. Non so se perchè le trovino divertenti, o perchè trovino divertente il fatto che sia così poco simile a una ragazza, almeno in quanto a discorsi e personalità.
Non ho idea di cosa pensino le colleghe di me, in realtà. E in realtà scoprirlo non è per me di vitale importanza. Dormo lo stesso, a dirla tutta. E mi basta poter ridere con i ragazzi.
Stavo pensando che le mie amicizie femminili si sono notevolmente ridotte, negli ultimi tempi. C'è Daniela, che è la mia metà, la mia zita xD la pensiamo allo stesso modo, siamo esattamente
il camionista che incontra lo scaricatore di porto e insieme vanno a bere in una sozza osteria. Poi ci sono Angela, Ema e Carmen, ma Angela, nonostante la guida di me e Raffaele, dopo quattro anni ancora si scandalizza di certe cose. Poi c'è la mia adorata moglie, ma malauguratamente vive a Bari.
Oh. Se si eccettuano gli amici gay, ovviamente.
Il mondo etero è sempre più inesistente, e i suoi confini con la realtà gay vanno facendosi sempre più labili e confusi.
Donne, mettetevi in salvo finchè potete: acchiappatene uno alla svelta, o datevi alle altre donne.
Au revoir, Simonà.


 
 

25-03-2008

Buah. Tutto sommato, delle vacanze di Pasqua divertenti, se si eccettua qualche problemino a cui non mi va più di accennare, causa fin troppa energia sprecata a pensarci, e causa la poca voglia di sentirmi dire che lancio frecciatine senza specificare a chi mi riferisco. Basta, discorso chiuso e amen. Que serà, serà.

Vediamo un po’ quel che è successo negli ultimi giorni. Ormai in questo blog ci vengono in quattro gatti, ma pazienza xD servirà a me per ricordare quel che ho fatto.
Ho iniziato a studiare francese, e, stranamente, mi piace, mon dieu! Pare che non sarà difficile come pensavo. Almeno, in confronto al russo, che ho abbandonato, per me seguire francese è una passeggiata. Ma non parliamo troppo presto…mi sa che ho visto ancora ben poco.
Letteratura inglese III è una buffonata. Sono disgustata dal fatto che la professoressa abbia perso circa la metà delle lezioni per spiegare le sorelle Bronte, una sconosciuta di nome Gaskell, e più in generale i Women Studies, quando, nel periodo otto-novecentesco, la letteratura inglese è un pullulare di mostri sacri come Dickens, Joyce, Wilde, Doyle, Eliot, Lewis, Browning, etc a piacimento. Mostri sacri che, pare, dovremo studiarci noi a casa, perché sono troppo maschi per occuparcene in un corso che, a quanto pare, è stato ribattezzato
Il femminismo dall’epoca vittoriana a oggi.
Porca miseria infame. L’ultima cosa che voglio fare è l’outsider intellettuale, ma cose del genere mi fanno girare veramente le palle, una volta tanto che mi interesso a qualcosa che studio e, diamine, le lingue e la letteratura sono l’unica cosa che mi interessa tra le decine di materie inutili del mio corso di laurea.
Domani inizio il seminario di letteratura ispano-americana. Speriamo in bene…

Sabato, tralasciando ciò a cui accennavo all’inizio, è stata una giornata distruttiva. La sera prima ero andata a letto alle cinque del mattino, perché mi ero vista con Olimpia (xD), e mi sono alzata alle otto per andare a fare la spesa di Pasquetta insieme a Gas, Carmen, Mg e Nico. Quindi, tre ore al supermercato, di cui una e mezza davanti al bancone della carne. Carne, sottolineiamo, comprata in quantità industriali: per otto persone, infatti, sono stati comprati 4 kg di salsiccia, 1 kg di puntine di maiale, 1 kg di spiedini e 1,5 kg di stigghiole, oltre a porcherie varie quali patate, patatine, eccetera. Arrivata a casa, casini d’ogni tipo che non mi va di ripetere qui, a parte quello per il Lambrusco che ha del paradossalmente divertente: sono stata infatti cazziata per aver preso tale tipo di vino, considerato inadatto alla carne.
Comunque. Dovevo vedermi alle quattro con Michele, Alessia e altre in fumetteria, perché la Deda era a Palermo e volevamo fare un giro con lei. Alle quattro, con la pasta col tonno in gola che ballava con il caffé una tarantella che entro poco sarebbe finita nel cesso sottoforma di vomito, chiamo Michele per dirgli che ho avuto casini, sono sull’orlo di una crisi di nervi, e non arriverò in fumetteria prima delle cinque. Michele mi scambia per Deda, ma questa è una conversazione che troverete tra le pirle di saggezza xD. In ogni caso, un po’ prima delle cinque sono arrivato in fumetteria, in cui, oltre a Michele e Alessia, ho trovato Quis e la cla, e ovviamente la Deda.
E’ stato un pomeriggio divertente: siamo stati a passeggio per il centro, mostrando a Deda la truzzaggine dei giovani palermitani in giro per il Politeama, la grazia e armonia del traffico di via Libertà, l’educazione e riservatezza della pittoresca popolazione di Palermo. Ah, il folklore della mia regione…altro che le popolazioni boscimane.
Io e Michele, salutata la Deda e le altre, siamo andati a raggiungere la truppa in fumetteria, cena insieme, poi alcuni sono andati in discoteca, mentre io, Gas e Carmen siamo andati da Mg per una maratona di Uno che è durata circa tre ore. Verso le due le teste ciondolavano, e le mani continuavano a lanciare le carte in maniera del tutto meccanica. La serata è stata movimentata in maniera del tutto negativa dall’arrivo dei tre che erano andati in discoteca, ma anche qui mi vedo costretta a tagliare il discorso.
La Pasqua è stata tediosa, in casa a non far nulla se non bestemmiare per i casini del giorno prima che hanno continuato a non risolversi (e non sono tuttora risolti). Gas e Nico sono venuti a casa mia di pomeriggio, il secondo, presumo, per deliziarmi col dolce suono della sua ocarina, che ovviamente il giorno dopo, dovendo trascorrere una giornata insieme, è sparita in circostanze misteriose.
Uno degli otto designati per la pasquetta non è venuto causa febbre. Ema non è venuta, Raff era occupato con i suoi colleghi, e Luca e Ang con i compagni di quest’ultima. Dunque, a casa di Carmen, eravamo io, Gas, i due Pat, Mg e Olimpia, che sono riuscita a convincere nonostante il clima non fosse esattamente pasquale xD

A parte l’uragano in cui ci siamo ritrovati a dover arrostire (un paio di baffi di sole sono usciti soltanto dopo le due, quindi non abbiamo mangiato prima delle quattro), la casa che si è riempita del fumo entrato da una finestrella sul cortile dimenticata aperta, il Pat Giuseppe che ci provava con Olimpia, che è stato contrassegnato come Terzo Pat, la brillaggine per tutto il Limoncello che ho bevuto dopo la birra e il Lambrusco, è stata veramente una bella giornata. Abbiamo giocato a Uno, Crack, Risiko (in cui si è costituito il PATto d’Acciaio) e Taboo Disegni (una cosa impossibile!), ciarlato, duellato con le spade, pianto per il fumo dell’improvvisatissimo fuocherello negli occhi, mangiato tantissimo, fumato, bevuto di tutto. Flirt a parte xD

Bah. Torno a guardare Hunter x Hunter, rigorosamente non censurato, a caricare foto sul mio account Photobucket, e a leggere Le Paludi di Hesperia. Valerio Massimo Manfredi sta riuscendo a farmi imparare un po’ di storia, la qual cosa, conoscendomi, ha dell’incredibile. Chissà se ha scritto dei libri di storia contemporanea? xD Mi servirebbero per quello che certamente sarà l’ultimo esame che darò prima della laurea triennale.

Au revoir.


 

 

14-03-2008

Sì, dunque, sono messa che canto idiozie.
Sono stata un pomeriggio a cantare, sono senza voce. Solitamente canto in compagnia, in macchina o in mezzo alla strada, ma è la prima volta che mi ritrovo senza voce dopo aver cantato sola e pazza in camera mia per tutto il pomeriggio.

Sì, è il mio momento Disney, direi. Sarà stato Kingdom Hearts.
Ho rivisto Mulan e Tarzan, che a mio parere sono le ultime cose guardabili che la Disney ha sfornato, se si eccettuano L’isola del Tesoro che era godibile, e Come d’incanto, ma vabbè, quello per nove decimi è un film, quindi non fa testo.
Beh, ecco, ho scoperto solo di recente che film Disney che credevo appartenere alla mia infanzia, in realtà potrebbero benissimo appartenere a quella di mio padre. Mi spiego, ero a conoscenza del fatto che Biancaneve, Cenerentola e principessine varie fossero degli anni ’30/’40, ma prima di spulciare il web, non avevo idea che roba come Fantasia e Peter Pan venisse addirittura prima di Mary Poppins, che consideravo il vecchiume (bellissimo, ma sempre vecchiume) per eccellenza, e che di poco successivi gli fossero Il libro della giungla, Gli Aristogatti e Robin Hood.
Non ci avevo pensato, che a causa della guerra molti di questi film sono arrivati solo quando io ero piccina: avevo sempre dato per scontato che fossero usciti negli anni in cui sono andata a vederli al cinema. A proposito, per la vostra curiosità, il primo Disney che sono andata a vedere al cinema è stato Bianca e Bernie nella terra dei canguri xD avevo tre anni, tipo.
Adesso vi riporto alcune leggende metropolitane che ho letto su internet. Lo zio Walt, secondo voci di corridoio:
- si è fatto clonare, ed è tuttora conservato sotto l’attrazione Pirati dei Carabi a Disneyland;
- circola come fantasma in diversi edifici, sempre a Disneyland;
- è figlio di una strega di Salem;
- è membro di una società massonica.
Porca miseria, quest’uomo è diventato uno dei più famosi del mondo xD
Ma comunque. Come vi dicevo, ho cantato un sacco. E non canzoni semi-serie, tipo Il mondo è mio, Riflesso, o che so, Attimi di vita (Anastasia non è Disney, ma mettiamocelo pure).
Le mie canzoni sono state, per farvi un esempio, Molto onore ci darai, Una voce a San Pietroburgo, Che strane cose, Sottosopra, Bianca e Bernie nella terra dei canguri (ma dico, avete sentito che ritmo ha questa? xD). Ma non solo, dato che ho scaricato un tot di canzoni del musical Tutti insieme appassionatamente, che mia madre mi ha fatto imparare a memoria grazie al suo metterlo ogni santissima volta che lo replicavano, solitamente durante le vacanze natalizie. In inglese, in italiano (sono un po’ confusi, quelli della mediaset, direi), così tanto per non sbagliare le ho scaricate in tutte e due le lingue. E ve lo dico, io amo Julie Andrews *_* mi sa mi sa che scaricherò presto Very Victoria, non sembra affatto male.
E poi, diciamocelo, Christopher Plummer era un gran figo, con un fascino che molti attori di oggi se lo sognano. Guardatelo, dico!


E dunque, cantiamo tutti con lui:
“Edelweiss, edelweiss
Ev'ry morning you greet me
Small and white, clean and bright
You look happy to me, to me
Blossem of Snow
May you bloom and grow
Bloom and grow forever
Edelweiss, edelweiss
bless my homeland forever”

Sapete, qui a Palermo c’è un bar che si chiama per l'appunto Edelweiss. Naturalmente mi metto a cantare come una cretina ogni volta che ci passo davanti, e molti di quelli che mi stanno intorno non hanno la minima idea di dove abbia preso quell’assurda canzone. Beh, non tutti possono avere una madre che si vede tutte le repliche di Tutti insieme appassionatamente.


Ma dunque. Mi accorgo che il post di oggi è stato particolarmente irrilevante. Ma mi ha preso la mano, e mi sono messa a scrivere.
Ah, vi interesserà sapere (ma anche no) che la persona la cui mano sta scrivendo adesso è rossa. Rossiccia, per la verità. Ma posso pur sempre spuntare quella maledetta riga nella wishlist: dopo un anno almeno che lo dicevo, ho finalmente fatto il colore. E Piero il parrucchiere (della mamma Caruso) mi ha pure convinto a fare la frangia, cosa che aborrivo da quando ho smesso le magliette rosa coi cuoricini, dunque dagli undici anni circa.  
Chissà se riuscirò a mantenerla. Boh, per adesso devo abituarmi alla mia immagine davanti lo specchio. Ogni tanto mi guardo e dico: ‘Ma chi è questa?’. E i miei familiari continuano a dirmi che fa loro piacere avere ospite in casa un’amica della figlia, ma vorrebbero sapere quando rientra Simona.
Ah, questa la scena dal parrucchiere. Figuratevi Piero che mi sega via i due ciuffi davanti – belli lunghi- per farne una frangetta. Poi li butta a terra.
Io: °_° Angela, acchiappali!
Parrucchieri: ? °_°
Cosa ne abbiamo fatto? Li abbiamo infiocchettati e portati a Raffaele quali prima rata della parrucca che gli avevo promesso. Spero li pettini ogni giorno u_u sono pur sempre capelli miei.

Mm, non so che altre novità ci siano…ho ripreso le lezioni: inglese (ma è già finito), spagnolo, francese, letteratura inglese III (ribattezzata Il femminismo dall’epoca vittoriana ai giorni nostri), e a fine mese dovrei iniziare il seminario di letteratura ispano-americana. Sono alla disperata ricerca di un lavoro che non comprenda le pratiche sessuali né, possibilmente, quelle illegali in generale, ma non sono molto ottimista. Ho idea che inizierò a coltivare piantine di marijuana. Sono deliziose come piante d’arredamento, ne?

Adesso. Internet permettendo, ho idea che aprirò un’altra inutilissima sezione nelle colonne a destra e a sinistra. Il blog sta diventando sempre più idiota, e magari è perché io sto diventando sempre più idiota. Volevo aprire la Sezione delle pirle di saggezza, ovvero quella sezione che conterrà le citazioni, mie e dei miei amici, più idiote che sarò riuscita a trovare. Questa settimana ne ho messe insieme tre, ma tenete presente che quella roba si riempirà presto.
Alla prossima.


 


04-03-2008

I sogni sono strani.

E non mi riferisco a ciò che ci auguriamo accada. Ai ‘vorrei fare l’astronauta’, ‘vorrei fare il giro del mondo’, ‘vorrei vincere alla lotteria’, ‘vorrei incontrare il principe azzurro’.
Parlo proprio di tutta quella caterva di sensazioni -vi sembra quasi di sentire anche suoni e odori-, che prendono possesso della vostra mente senza che voi riusciate a far granché. Chiamateli ricordi, chiamateli manifestazioni del subconscio, chiamateli smorfia (potete giocarvi tutti i numeri che volete al lotto, tanto non funzionano mai, a meno che non ve li abbia mandati Satana in persona), insomma, ditene ciò che volete, possono farvi svegliare in solluccheri, leggermente infastiditi, o con un macigno sul petto.
Ora, se vogliamo dar retta alle interpretazioni psicologiche che si danno del sogno (e no, non cito Freud, non sono sessualmente frustrata), sono una persona straordinariamente serena. Sì, intendo, io di incubi non ne faccio mai, o, se li faccio, resto a guardare come riesco a tirarmi fuori dal guaio in questione tipo film horror, e mi incazzo come una iena se mi sveglio nel bel mezzo dell’azione.
E così vampiri
(minchia, magari), ladri e stupratori, case stregate, inseguitori malefici, qualora non vengano dimenticati allorché apra gli occhi, diventano materiale intrinseco per la mia fagocitante fantasia cosciente, e, perché no, ogni tanto, soggetto di qualche storia.
Onestamente, io li amo, i miei sogni. Ora non più tanto, ma c’è stato un periodo in cui avrei potuto serenamente darmi al porno e farmi due soldi, altro che Melissa P. Mi mettevo a letto con la convinzione che avrei sognato qualcosa di porno, e così realmente accadeva: persone vere o inventate, conosciute o sconosciute, non importava: la notte mi divertivo, e spesso mi restava abbastanza in testa quando mi svegliavo da raccontarne e riderne, e chi segue questo blog da un po’ ne sa qualcosa.
Come dimenticare, infatti, il mitico demone-bonazzo-bagnato a casa del Signor Leocadi (amico e vicino di casa di mio nonno), che in teoria avrei dovuto esorcizzare? Come dimenticare io in una sorta di Cinecittà, attorniata da attraenti attori di sesso maschile? E l’inseguimento in un labirinto, in cui la mia unica arma di difesa era un portachiavi con attaccata la 8 nera in miniatura?
Non dimentichiamoci poi i demoni incappucciati con la maschera a teschio di bovino, da me intrepidamente minacciati con l’ausilio di un bastone attaccapanni. Sorvoliamo poi sull’apparizione, in suddetto sogno, di un sedicente orsacchiotto di peluche appartenuto a mia madre. E di Gojyo pescivendolo, porca miseria, vestito solo di un paio di pantaloncini azzurri e un grembiule bianco, sogno finito, peraltro, in un camerino. E non parliamo nemmeno del padrone dell’inferno/paradiso/buh vestito in tunica romana, pronunciante le lapidarie parole ‘
Ah, questi esseri umani! Non li sopporto, pensano che sono stato creato per rendergli facile la vita!’.

Naturalmente, questi sono solo alcuni. E, che siano hard, horror o demenziali, hanno tutti la loro dose di eccitazione, leggera paura, comicità (mi sa che rido da sola mentre dormo, io).
Ecco, il problema non sono questi. Se ti svegli mentre stai per cadere da un palazzo, se ti svegli mentre ti stanno assassinando, se ti svegli mentre stanno divorando uno dei tuoi amici, sei sveglio, appunto.
Il problema è quando ti svegli dopo che il tuo ragazzo ti ha detto addio. Dopo che hai sognato di litigare con lui. Dopo che hai sognato di vederlo da lontano, sudato, le braccia scoperte, a fare chissà che tipo di lavoro, dopo che gli hai piantato uno sguardo triste in faccia e stai pensando ‘è finita’. Dopo che ti sei cacciata le mani nelle tasche, perché tutto quello che vorresti fare è andare da lui, e dirgli che vuoi ricominciare, che non te ne frega niente di tutto il resto, ma non vuoi farlo.
E’ quando ti svegli da questi sogni, che non puoi dire sul serio ‘sono sveglio’. Perché è vero, questi sogni non ricalcano esattamente la realtà, magari sono cose mai successe, ma le sensazioni sono più che reali. I nostri criceti (detti anche neuroni), che talvolta riescono ad arrivare a livelli di crudeltà inconcepibili, le hanno pescate da chissà dove, le hanno manipolate, e ce le hanno rimesse qui, dietro gli occhi. Il risultato? Che ci svegliamo con il groppo in gola, e la sensazione che certe cose sono dure a morire.   
Sono dure a morire, già.

E quando ti svegli?
Non puoi far altro che andare a nascondere il cellulare, nella speranza che non ti salti in mente di fare una certa malaugurata telefonata, che con quest’umore farebbe notevoli danni sia a te che ad altri.
Ma sì. Meglio imbrattare il blog.
Volta la carta, volta la carta. Il fante di cuori non lo voglio più.


 

21-02-2008

Beh, per ora non c’è molto da dire, se non che studio, studio, studio.
La prossima settimana (martedì e mercoledì) ho gli appelli di Semiotica e Storia dell’India, e mi auguro squisitamente che tutto fili liscio, altrimenti medito sul serio di andare a sviluppare le mie capacità ascetiche in Tibet, dato che siamo in tema.
Perché è assolutamente impossibile il fatto che mi scappino i pensieri di mente, inizi una frase e poi dimentichi quel che ho detto, non ricordare un libro letto tre volte e trovare spaventoso un programma di trecento pagine che fino all’anno scorso avrei fatto comodamente in tre giorni.
Ho iniziato a prendere le vitamine. Speriamo che servano a qualcosa.
La mia vita spartana inizia alle sette, in questo periodo, quando mi trascino fuori dal letto barcollando e arrancando per il sonno distruttivo. Continua in una seduta di studio (più o meno scherzoso) a Villa Trabia o all’università, pranzo (sempre con il solito panino), altra seduta di studio, Kingdom Hearts II (manco più quello, perché mio fratello l’ha restituito), pc, cinque ore di sonno.
Non so se temere (per via degli esami) o attendere in trepidante attesa la fine della prossima settimana. Giuro che il primo che tenta di buttarmi giù dal letto al mattino, qualsiasi sia la cosa che mi proponga, lo mando a cagare.

Per ora, uno dei temi più assiduamente trattati tra me e i miei amici è quello del sesso.
Ovviamente, direte voi. No, va beh, di quello si parla sempre e comunque. Io intendo proprio ‘sesso’ nel senso di atto fisico compiuto con una persona più o meno sconosciuta giusto per placare i propri pruriti.
Ebbene sì. Io sono pro.
Certo, come ogni cosa va presa con moderazione e precauzione, ma in linea di massima, forse per il particolare periodo in cui mi trovo adesso, io credo che non ci sia niente di male.
Il mio problema è che probabilmente passeranno lustri prima che mi riesca totalmente a fidare di qualcuno, o meglio, che voglia totalmente fidarmi di qualcuno. E dunque, penso di essere, con un minimo di discernimento, abbastanza propensa a trovare qualcuno da frequentare senza impegno.
L’amore è bello, il sesso con qualcuno che si ama è bellissimo, la fiducia reciproca e la confidenza e bla bla bla, tutte queste cose son vere sì, ma non sono le uniche. L’ho capito a mie spese, purtroppo.
Ci vuol tanto per costruire, e basta poco per distruggere.
Più di una persona mi ha detto ‘non sei il tipo e non lo farai’. Beh, può darsi anche questo. E’ pur vero che ci sono situazioni che a mente fredda guardo con diffidenza e penso ‘non lo farei mai!’, ma che poi, trovandomi nella situazione stessa, a sangue caldo, farei eccome. Ne parlavo l’altra volta, e mi sono venuti in mente vari esempi di tal genere. Prima di gennaio, infatti, non avrei mai pensato che avrei potuto andare in una discoteca a Londra, accalappiare un avvenente brasiliano e indugiare con lui in giochini che a pensarci ora mi fanno sorridere come una scema. Mai avrei pensato che l’unica ragione per cui non c’è stato qualcosa di molto più complesso sia stata perché i miei amici mi hanno portato via quasi di forza.
E, per tornare indietro nel tempo, ne ho fatte anche altre di cose che potevano rivelarsi pericolose o superficiali. Ripensavo a Daniele, per esempio, che ho incontrato una volta a una festa (a cui ero andata con un altro, tra parentesi) e a cui il mercoledì dopo ho permesso di portarmi in giro in macchina di notte, a bere, al mare, eccetera. Vista adesso, la cosa, dato che ci sono stata mesi, con Daniele, non sembra tanto eclatante, e in realtà non mi sembrava eclatante neanche all’epoca. Ma ripensandoci ora, che mi sono iscritta su Badoo per scherzo e che tante persone si sono raccomandate di non fare minchiate, mi rendo conto che molte minchiate le ho già fatte, e sono passate sotto silenzio per una qualche ragione. All’oscuro di tutto, infatti, cosa rendeva potenzialmente Daniele –ricordiamolo, uno sconosciuto visto una sola volta a una festa- meno pericoloso di una qualsiasi delle persone con cui chatto al momento?
Boh. Può darsi che adesso abbia amici più protettivi, ne?
O che do proprio l’idea della disperata pronta a buttarsi tra le pal…braccia…di uno sconosciuto.

Beh, una cosa è certa. Lo ripeto di continuo: non è nelle mie corde fare cose del genere, ma potrebbe diventarlo. Il pericolo più grave che io veda, al momento, è la possibilità di affezionarmi a qualcuno che non se lo merita o che non lo vuole.
Penso che al momento tale pericolo sia fugato. Sono così allergica all’idea di ‘avere un ragazzo’, vista l’ultima colossale sconfitta amorosa, che penso mi nasconderei dietro una maschera di ghiaccio.

Ma sì, sperimentiamo. La vita è lunga, e c’è il tempo di fare di tutto.
D’altronde, non ho pur detto a mio padre di avviare le pratiche per farmi lavorare in una scuola materna?
***si strappa i capelli dalla testa***


11-02-2008

Sto lavorando qui a questo aggiornamento da TRE ore @_@ L'ultimo neurone, risuscitato dopo la sua morte per urto contro panca di cemento grazie alla ruota del samsara, che come il ka gira sempre e non ha mai una fine, sta fondendo nuovamente. Ma tanto lo so io, e lo sapete voi, che tornerà fin troppo presto a far danni.

Dunque. Questo template è opera della cara Carmen, che venero e riverisco per tale dono, e lei lo sa. Bellissimo, stupendo, meraviglioso. Kenren e Tenpou sono due gran fighi, e non è una novità.
Giuro che se, dopo tre ore di lavoro, ho sbagliato qualcosa e non funziona, urlo a tal punto che mi sentirete ovunque voi siate.
Ho ancora problemi con la barra delle citazioni, e conto di sistemarli al più presto.
Ma dunque, che ne è stato della mia vita?

Non faccio UN CAZZO.
Mi sono presa la febbre quando dovevo dare l'esame di Semiotica, e anche se ho dato quello di Letteratura per l'infanzia e ho preso 30, mi manca da dare pure quello di Storia dell'India. Uno il 26 e uno il 27. Que serà serà.
Per ora la mia vita ha ripreso un flusso stabile: non sono depressa, non sono scazzata, esco con i miei amici e mi sento bene. Siano ringraziati gli anni nuovi.

Ho ripreso Burial, pubblicando il capitolo 7 (link nella colonna di destra, cliccando su EFP). Mi sono ciupata gli episodi 21, 22 e 23 di Gankutsuou (che, se non l'avete già fatto, vi ordino di andare a vedere)

Bon. Dato che ho ancora da fare col template, vi saluto di già.

Edit del giorno dopo: Ho sistemato le citazioni, ho aggiunto quell'idiozia di Twitter, e ora dovrebbe andare un po' meglio...

 

29-01-2008

Tedioso e inutile sarebbe descrivere passo passo le mirabolanti avventure londinesi di sei pazzi. Ma con metodi poco ortodossi, ci proverò.
Prima di lasciarvi alle Cento cose che abbiamo imparato a Londra, una breve prefazione.
Mi sono innamorata di questa città.
E' non è per il continuo viavai di bei ragazzi (turisti e nativi del luogo), nè per la vita notturna, che poi tanto notturna non è dato che iniziano a bere alle 9, dopo cena, e si riducono in uno stato pietoso già ad orari in cui noi ancora siamo all'aperitivo. Non è per la gente che, sebbene non calorosa come qui, è squisitamente cordiale. Non è per la pulizia che dilaga ovunque (alla faccia di chi dice che i londinesi sono sporchi), nè perchè vendono il sushi al banco frigo di Tesco, nè per i muffin e le donuts, nè perchè le macchine ti consentono di attraversare senza ucciderti o perchè gli autobus sono puntuali.
E' l'atmosfera, non so se mi spiego.
Le casette a schiera dai colori pastello, che da piccolo vedi in Peter Pan o in Hook, la nebbia londinese che ti senti dentro Mary Poppins, Portobello Road con tutti i rigattieri, che ti sembra di sentir cantare David Tomlinson in Pomi d'ottone e manici di scopa. Gli autobus rossi a due piani, le luci della metropolitana, gli schermi pubblicitari sui palazzi di Piccadilly Circus, il Tamigi...quei ponti, quella visuale notturna del Big Ben...
Me la sogno ancora la notte, Londra. Le risate con gli amici mentre, tra il silenzio generale (ahhh, quanto sono composti i londinesi prima delle nove di sera...)urlavamo canzoni italiane, con i compatrioti che di tanto in tanto ti sentivano e si univano al coro...tutte le porcherie mangiate a qualsiasi ora, perchè va bene, la cucina inglese è penosa, ma noi con i fast food ci sguazziamo...e il freddo pungente, che ci imbacuccavamo tutti come pupazzi di neve, e i soldi da cambiare, e le parolacce urlate proprio mentre dietro di te c'erano italiani...c'erano italiani ovunque, ripensandoci. E tutta la gente pazza che abbiamo conosciuto, i nostri mitici compagni di camerata in Ostello, la gente che ci guardava storto quando io e Dana scendevamo a fare colazione in pigiama, gli sguardi furtivi (non tanto, veramente) dei ragazzi in camerata quando passavo allegramente in mutande, gli impapucchiamenti con la lingua che, cazzo, pure col mio trenta, non sapevo spiccicare.
...
Che esperienza.
Dana, Astrid, Raff, Ema, Giovanni...vi voglio bene. Grazie per questi cinque giorni.

*si asciuga lacrimuccia*

...

No, non è vero xD
Vi lascio all'elenco, allora. Alcune non fanno ridere, ma dietro ispirazione del momento le abbiamo messe ugualmente nero su bianco, altre potevamo capirle solo noi e allora ho cercato di spiegarle.
A proposito, per le foto dovrete aspettare un altro po' == Astrid non si sbriga a passare le sue!

Alla prossima ^^



A Londra abbiamo imparato che…

1. Anche i cani vanno in passeggino.
2. Anche i bambini vanno al guinzaglio.
3. I bambini baciano le statue di Peter Pan e poi non sanno più scendere.
4. I bambini si buttano a terra per morti e poi si mettono a ridere se corri a soccorrerli.
5. I bambini si incerottano la bocca.
6. I bambini si muovono in miniserre ambulanti.
7. C’è chi scia sul prato di Hyde Park.
8. Non parla mai nessuno, almeno fino a dopo l’ora di cena. Al massimo, bisbiglia.
9. Dopo l’ora di cena, gli inglesi entrano in Monkey Mode.
[dicasi Monkey Mode la modalità animalesca tipica degli ubriachi. E' stato registrato che tale cambiamento nell'atteggiamento dei londinesi avviene subito dopo ora di cena, essendo permesso lo smercio di sostanze alcoliche solo entro le undici di sera.]
10. Generalmente gli inglesi si fanno i cazzi propri se succede qualcosa in mezzo alla strada, a meno che non siano in Monkey Mode. In quel caso faranno campanello attorno al fatto incriminato.
[scientificamente provato confrontando un incidente stradale avvenuto la mattina, e un arresto avvenuto la sera, nella fascia oraria del Monkey Mode]
11. Nessuno fuma (o quasi).
[e visti i prezzi, ci crediamo]
12. Anche a Londra i ragazzi se la buttano, ma poi li vedi studiare in autobus.
[altro che il tempiettttu e Mondelluuu]
13. Dopo le dieci di sera, quando sono in Monkey Mode,  le ragazzine vanno in giro nude anche con -2°C.
14. Gli scoiattoli sono grandi quanto gatti domestici.
15. La città è piena di Jack Russell, ma nessuno è bello come Narciso.
[il cane di Giovanni, naturalmente]
16. Se alzi la voce prima della fascia oraria in cui è permesso (quella della Monkey Mode, ovviamente), la polizia ti chiede se hai vinto alla lotteria.
[modo simpatico per dirti di chiudere la boccaccia]
17. Anche a Londra ci sono i vecchietti depravati.
[che ridono facendo ‘Oh! Oh!’ se facciamo una foto a Daniela mentre mostra verso il proprio basso ventre un volantino promozionale a forma di freccia con la scritta ‘Go!Go!Go!’]
18. Andare sull’autobus è bello!
19. Gli autobus sono puntuali
20. Se l’autobus cambia improvvisamente destinazione, nessuno batte ciglio.
[no, dico sul serio! Ma immaginate un autobus che va allo stadio che invece vi dice che va ad Altofonte…vi state seduti e buoni senza battere ciglio? Lì sì!]
21. Anche se passano tre autobus fuori servizio di seguito, nessuno protesta perché nemmeno dieci minuti dopo ne passerà un altro regolarmente in servizio.
22. Gli autobus sono i luoghi di meditazione trascendentale preferiti dai londinesi.
[I londinesi, almeno fino alle nove di sera, parlano facendo ‘psst psst’, specialmente in autobus, in evidente dissonanza con l’efferato bordello che facevano le nostre deliziose voci]
23. Le macchine danno la precedenza, anche a costo di aspettare dieci minuti ferme.
[utopico, lo so che non ci crederete mai]
24. Nessuno suona il clacson.
[so che anche a questa non crederete mai]
25. I motorini sono rari come l’acqua nel deserto.
[e quindi potete attraversare tranquillamente senza paura che dalla destra di un autobus sbuchi un vespino che vi sbocci]
26. Le macchine si fermano davanti alle strisce se appena ti vedono sul marciapiede.
[sì, lo so, neanche a questa crederete mai]
27. Anche a Londra c’è traffico, ogni tanto.
28. Le strade sono pulite.
[mi faceva quasi schifo buttare la cicca sul marciapiede]
29. Per chilometri non trovi un cestino dell’immondizia, ma le strade sono pulite comunque (a parte le chewing gum).
30. I musei sono futuristici.
31. I musei chiudono presto.
32. I cessi dei musei si mangiano Daniela.
[svanita nel nulla per mezz’ora al Victoria and Albert Museum dopo aver detto ‘vado in bagno’]
33. I francesi sono ineducati.
[rientrano ubriachi alle quattro di notte in una camerata da quattordici e fanno un bordello della madonna]
34. I francesi sono marpioni.
[si portano le donnine in ostello e poi tentano di flirtare con tutte le ragazze della camera]
35. I francesi fanno flessioni tra un letto e l’altro (il tuo) alle quattro del mattino.
[vi prego, non chiedetemi spiegazioni…è già abbastanza ridicola la cosa…svegliarvi perché vi sembra ci sia un terremoto o Emanuela che si agita nel letto di sotto, e trovare un francese ubriaco che fa le flessioni aggrappato alla sbarra del vostro letto…]
36. Raffaele è un novello Mr Brown.
[Raffaele al francese che ha buttato giù le cose dal suo letto per farci coricare la donnina abusiva: ‘This is my bed! This is my jacket! These are my trousers! And they are on the floor!]
37. I francesi di colore si dicono ‘turchesi’ e i suoi amici ‘la banda del turchese’.
[Nessuno aveva un nome proprio in quella camera…Zidane, Turchese, Ragazza mezza morta, Mastro Lindo detto anche Boccia Pelata, Mezzo Spagnolo detto anche Scorreggione…]
38. I turchesi amano lisciare la faccia ad Astrid mentre dorme.
[E Astrid non reagisce]
39. Ai francesi piace guardare Simona mentre si trucca.
[Certo, se lasciano Simona in camera, mezza svestita, sola insieme a tre ragazzi francesi]
40. I ragazzi ti rimorchiano nei locali gay, ma poi hanno una ragazza che ha una ragazza.
[Non chiedetemi di spiegarvela, prendetela per buona così com'è]
41. Ai ragazzi che ti rimorchiano nei locali gay piace stare in mezzo.
      [Tizio francese che chiede ‘Can I stand in the middle?’ mentre balliamo io e Daniela]
42. I ragazzi irlandesi cercano moglie nei locali gay.
[Tutti fanno proposte di matrimonio a Dana…]
43. I camerieri carini sono tutti gay.
[E credeteci]
44. I ragazzi che Daniela e Simona puntano sono tutti gay.
[Scientificamente provato a Soho]
45. I ragazzi che Simona e Daniela puntano ci provano con Raffaele.
[Anche questo scientificamente provato a Soho]
46. Se ad Emanuela piace un tizio, ovviamente questo è gay.
[Questo è scientificamente provato, e non solo a Soho]
47. I napoletani si ubriacano così tanto che superano persino lo stadio delle scimmie.
48. Le chiese sono piene di giovani, specialmente se sono discoteche chiamate Walk About.
49. Andare al Walk About è cosa buona e giusta.
[E sacrosanta]
50. I brasiliani ci sanno fare con le mani  e con la bocca, ha capito Simona.
[Dèèèènis, dove sei? Ç_ç sono tornata in mezzo ai truzzi palermitani!]
51. Anche gli argentini ci sanno fare con le mani e con la bocca, aggiunge Daniela.
[Anche a Daniela penso manchi Massimo]
52. Simona può essere scambiata per una brasiliana.
[Dènis era impazzito]
53. Al Walk About l‘autostima di Simona e Daniela è andata SU, SU, SU come certe altre cose.
[*faccina col ventaglio*]
54. BiancaEma viene perseguitata da nanetti.
[E li bacia anche…dov’è finito il principe?]
55. Negli ostelli puoi incontrare strani omoni polacchi di nome Tito Camilo, imperatori di Ubriaconia.
[IO SONO TITO CAAAAAMILO!]
56. Tito Camilo ama l’Italia e trova l’italiano poetico.
[Se lo dice lui…]
57. Tito Camilo trova poetico anche il napoletano stretto.
[Dovrebbe sentire il siciliano…minchia!]
58. Mettere insieme Giovanni e Tito Camilo è pericoloso per la salute acustica dei presenti.
[La traviataaaaaa!]
59. Le guide del museo dell’Hard Rock Cafè sono SGANZE.
[Astrid dixit]
60. Astrid sa dire le parolacce, anche se a bassa voce.
61. Starbucks fa schifo.
[Dopo tanto parlarne…]
62. Appena si passa davanti a uno StarBucks, va ricordato ad Ema.
[Emaaa c’è StarBucks!]
63. KFC invece fa delle ali di pollo fritte spettacolari.
64. Vendono il sushi al supermarket per 2 sterline.
[E non ti uccide]
65. Se ti siedi paghi 3 sterline in più di coperto.
66. Se vuoi mangiare Fish&Chips devi aprire un mutuo.
[Da 4.50 sterline, ne abbiamo pagate tipo 9 per servizio, coperto, ecc]
67. Londra è una colonia italiana.
[Dove ti giri ti giri…]
68. Se uscendo da un negozio Simona urla ‘MINCHIA INCULATA!’, naturalmente ci sarà un italiano nei dintorni che si volterà a guardare.
[E che vi chiederà se davvero si è pagato così tanto in quel posto]
69. Se senti confusione prima delle nove di sera, ci saranno di sicuro italiani nelle vicinanze.
[E se non sono italiani, sono comunque turisti]
70. Se Daniela dice in autobus ‘ho fatto una scoreggina’, di sicuro ci saranno italiano seduti dietro.
[…]
71. Daniela e Simona hanno una forte tendenza alla dispersione autonoma.
72. Congiungere Daniela e Simona è estremamente nocivo per la salute pubblica.
[Specialmente per quella dei bei ragazzi, che saranno puntualmente indicati col dito ogni qualvolta entrati nel loro campo visivo]
73. Se la metti nell’acqua si scioglie.
[La pallina galleggiante fatta di sapone!...che avete capito?]
74. Daniela ha scoperto che può cambiare il sorriso nelle foto.
[La scoperta dell’acqua calda di Dana]
75. Simona ha un gusto dell’orrido.
[Non è vero ç_ç mi hanno costretta ad aggiungerla, questa!]
76. A Simona piacciono i Power Rangers, o meglio, il loro vestiti.
[Io indicavo il negozio precedente ç_ç colpa ne ho se si girano in ritardo?]
77. Giovanni si sente perseguitato dal Gay Hunter.
[Il famigerato scuoiatore di gay]
78. Daniela russa anche sull’aereo.
[Daniela russa ovunque]
79. Daniela fa scoreggine anche sull’aereo.
[Daniela le fa quando le vengono]
80. Chi mangia come una porca è una puttana (Daniela dixit).
[In bagno mentre ci trucchiamo: ‘Per ora stiamo mangiando come delle vere porche!’; ‘E’ vero…siamo proprio delle puttane’; ‘…..Dana, scusa, che c’entra?’; ‘Boh?’]
81. Se Daniela dice ‘Fuck You!’ ad un nero ubriaco su un autobus, questi se la prenderà con Raffaele.
[‘C’è Daniela che canta sul bus / C’è Daniela che canta sul bus / Poi arriva un negrone /lei gli dice Fuck You! / E Daniela diventa carne macinata!]
82. Il phon di Raffaele mangia i capelli delle ragazze.
[Astrid, Daniela e Simona testimoniano]
83. Giovanni può essere preso per uno spacciatore se offre i suoi tappi per le orecchie.
[Se la tipa li scambia per tranquillanti]
84. Al sexy shop chiedono i documenti a Simona.
[Fottetevi]
85. A Piccadilly c’è l’imitazione della Via delle Stelle.
86. Gli alberi possono ucciderti se canti Ligabue.
[Vicino al Natural Museum, se canti ‘Certe Notti’, ti cade un ramo a un metro di distanza]
87. I bagni sono puliti, eccetto quello del nostro ostello.
[Te pareva…]
88. Taluni bagni si snodano nelle viscere della terra, in corridoi oscuri e puzzolenti (The Blair Cess Project).
[E se ti metti a girare il video, mentre ti stai riprendendo in primo piano con voce tenebrosa, spunta da una porta secondaria un cameriere che ti guarda come se fossi impazzita]
89. Le Marlboro Rosse costano 6.50 sterline.
[infatti io e Dana fumavano drum]
90. Nei negozi esoterici di Londra ci sono libri di magia per gay.
91. Tenere un cartello in mano è un lavoro.
92. Ci sono distributori di assorbenti nei bagni.
93. Ci sono anche distributori di preservativi nei bagni.
94. Se lanci un pezzo di sandwitch in Trafalgar Square, ci sarà un gabbiano che lo prenderà al volo.
95. Secondo Simona, a Trafalgar Square c’è la statua di Napoleone.
[Ma Nelson contro Napoleone ha combattuto! E hanno lo stesso cappello ç_ç]
96. A Trafalgar Square la gente getta tra i rifiuti matriosche di polistirolo di 2 m.
[E la gente ci si fa le foto]
97. Secondo Daniela la colonna di Trafalgar Square è il vibratore di una gigantessa.
98. A Londra c’è sempre una pioggerellina inutile, a parte quando vuoi visitare il Tower Bridge. In quel caso si scatenerà il diluvio universale.
[E ti arrucerai]
99. Quella londinese è una civiltà che rigurgita cibo.
[4 posti dove mangiare ogni 2 m circa]
100. Esistono stazioni a matriosca.
[Una dentro l’altra!]


 

17-01-2008

Chiedo scusa, ma questo post non tratterà del mio viaggio a Londra xD devo ancora connettere, quindi non ho attualmente la lucidità necessaria a descrivere il mio viaggio.
Presto, prestissimo su questi schermi, comunque.

Dato che il post era già pronto prima che partissi, ma non ho avuto il tempo di metterlo online, vi parlo invece di come sono andate le mie vacanze natalizie, fino al giorno prima della mia partenza.
Ho trascorso delle belle feste, tutto sommato, dài. Il Natale è andato benissimo, tutti a fare casino a casa di Angela con tanto di bacarà truffaldino con fiches e premi improvvisati (preservativi, bottiglie di spumante, birre) e, soprattutto, tanta tanta gente, come piace a me. Chi fuma, chi suona la chitarra, chi ride, chi beve, chi abbraccia, chi mangia, chi gioca a scopone…Ma anche chi urla a squarciagola canzoni stonate anche se non ha bevuto che Coca Cola, chi intona jingles volgari da stadio tipo ‘Noi la diamo sempre e comunque!’, chi acchiappa la sigaretta e poi si ricorda che si è portato dietro la sorella minore, chi fugge in balcone per bere in solitaria una bottiglia di Asti…Mi sono divertita come non accadeva da tanto, e questo è stato inaspettato.

La settimana è trascorsa con un tentativo di omicidio da parte di un lontano cugino che mi ha dato uno spinello con dentro chissà cosa senza dirmelo, il compleanno di Ema (che abbiamo trascorso a casa sua giocando a carte, fondamentalmente strip questo e strip quello), e il sabato con l’organizzazione del Capodanno che, come ogni nostro progetto comune, finisce a male parole e con la creazione di uno stereotipo in più da sottolineare per lustri quando appena diventa possibile. Questa volta il nuovo stereotipo è ‘I pezzenti e la sagra di paese’, dato che Andrea, vista la nostra decisione di portare una pietanza a testa, si è professato contrario alla nostra sagra di paese. E vai, dunque, con battute a tutto spiano sulla nostra presunta pezzentaggine, sull’argenteria che Mg avrebbe dovuto tirare fuori per la cena, e sulle tonnellate di aragosta che avremmo dovuto pescare per soddisfare i palati più raffinati…
Dato che la vita riserva sempre sorprese, alla fine è stato Andrea ad avere la sua sagra di paese a Belmonte, con gli amici con cui aveva deciso di passare la cena…devo ammettere che ne abbiamo avuta una anche noi, ma in un altro senso, dato che con tutte le teglie di cibo che per nostra disorganizzazione e con grande spreco di denaro e tempo abbiamo portato, avremmo potuto comodamente offrire la cena ad un intero paese:
10 o 12 teglie di antipasti, tra tramezzini e roba varia, insalatiera enorme di insalata di riso, 3 teglie di cannelloni salsiccia e ricotta, 3 teglie di lasagne, frittata e patate di 18 uova, una teglia di salsiccia e patate, e un’altra di patate al forno. E quanti eravamo, vi chiederete? Trenta? No. Quindici.
Ancora una volta, festa sclerosa, piena di persone e variegata: gente che fumava, gente che mangiava, gente che beveva birra, gente che guardava Star Wars, gente che cantava Star Wars a squarciagola. Baci sotto il vischio (persone che sono state costrette a baciarne altre perché  ‘sorprese’ insieme sotto il vischio, distrattamente –tipo Marco e Luca), balli su sedie e con sedie, trenino a mezzanotte, limbo, balli di gruppo, e gli immancabili dieci minuti di depressione dovuti al lento I believe I can fly. La serata, verso le tre, si è spostata a casa del fratello di Luca, da cui ci siamo accampati con Bayleys, Martini, una decina di bottiglie di birra. Sono venuti persino Ilenia e Federico!
Io e Marco, come quasi ogni festa a cui abbiamo partecipato finora, avevamo deciso di trafugare una bottiglia, stavolta di Bayleys, così l’avevamo nascosta in cucina prima che arrivassero gli altri. Pessima idea, farlo davanti ad Andrea.
Raff: Simo, ma non erano due le bottiglie di Bayleys?

Io: Mh…mh? E io che ne so? Sono arrivata dopo di te!
Raff: Mh…sicura che non ne sai niente?
Io: Ti ho detto di no!
Raff: Però…
Marco: Ehi, dai, dobbiamo giocare? Abbiamo il Martini, guardate!
Raff: Sì, però deve saltare fuori ‘sta bottiglia eh?
Andrea: Ma quale, l’altra di Bayleys? Ho visto Marco che la nascondeva in cucina!
Io: °_° Giuda!
Marco: ……….(indicando me)…comunque è stata anche lei!
Io: °_° e tu Giuda il doppio, fedifrago!

Alla fine la bottiglia è stata restituita…
In ogni caso, complici gli spinelli che io non ho toccato memore delle fresche brutte esperienze, e dell’alcool, siamo caduti un po’ tutti in catalessi…chi nel letto, chi sul divano, chi sulle poltrone…Frate’ Gasp mi ha accompagnata a casa verso le nove…Davvero un bel Capodanno.

I giorni stanno trascorrendo abbastanza tranquillamente, mi sono un po’ rasserenata…ho studiato a Villa Trabia con Raff, Andrea e Luca, siamo stati tutti insieme alle ‘giostre’ natalizie che hanno montato, grazie ai biglietti omaggio di Mg, abbiamo tirato tardi anche solo a chiacchierare in macchina io, Frate’ Marco e Frate’ Gasp…per non parlare dei cornetti delle quattro del mattino e degli scleri idioti che ci vengono così spontanei dopo un certo orario…Uno è, per esempio, l’ormai celebre vicenda del mio numero Wind. Più o meno così la scena:

Marco, Gaspare, Simona (in macchina di Marco alle quattro del mattino)
Simona: Ah, io dovevo darvi il mio numero Wind…aspettate, l’ho salvato apposta sul cellulare Tre. *preme un tasto e il telefono le si spegne tra le mani, scarico*
Simona: D’oh! Chi di voi due ha Wind?
Marco: Io, perché?
Simona: Dammi il numero, così ti faccio uno squillo con l’addebito e ti salvi il mio.
Marco: Ok…
*pensa*
Marco: Io non mi ricordo il mio numero a memoria…Gaspare, dalle il mio numero Wind!
Gaspare: Ok!
*pensa*
Gaspare: Marco, io non ho il tuo numero Wind…fammi uno squillo!
Marco: Gaspare, nemmeno io ho il tuo…dammelo dài.
Simona *confusa*: Scusate…Marco, ti stai facendo dare il numero di Gaspare così gli fai uno squillo, lui si salva il tuo numero, lo da’ a me e io ti faccio uno squillo così tu ti salvi il mio?
Marco/Gaspare: …
Simona: *ride come una pazza* Ragazzi, scusate, ma questa me la devo proprio scrivere da qualche parte.

E’ così che ultimamente Simona trascorre il suo tempo…molestata da esseri dell’altra sponda che le hanno anche stracciato il tanga perché dovevano per forza farle lo sparticulo…privata delle sue sigarette, che poi ha dovuto cercare addosso a vili maschi u_ù …malmenata e privata del suo ultimo neurone, causa urto contro panca di cemento…
(a tal proposito, presto su questi schermi, il film drammatico e d’avventura L’ultimo dei neuroni)

Prima della narrazione delle avventure londinesi, che peraltro sono state molte e variegate, vi lascio alle foto di capodanno.
Per quelle di Londra, invece, si dovrà aspettare un po'...perchè io ne ho fatte solo poco meno di 200, ma mi mancano diverse 'visite', causa mia naturale indolenza nel tirar fuori continuamente la macchina fotografica...attendo quelle di Astrid (che ne ha fatte 750) e certi video di Daniela da spisciarsi...
Ecco il link di capodanno, e alla prossima, gente ^^

 Foto Capodanno

 

16-12-2007

E’ finita per la seconda volta.
Ma come diamine si fa?
Sono qui come una demente a guardare il telefono che sta sul comodino. Spento, per di più.

L’ho spento per evitare qualsiasi tentazione nell’improbabile caso in cui lui decida di chiamarmi.
Il taglio netto c’è stato, è innegabile.
“E’ meglio che non ci sentiamo per un po’, magari poi mi passa”
“E’ meglio che non ci sentiamo più”

Più netto di così si muore. Ho tolto anello e bracciale che non mi sfilavo praticamente da quando li ho messi per la prima volta. Il bracciale d’argento che rappresentava un momento della sua vita e che aveva voluto passare a me; quell’altro giorno, prima di partire, in cui mi disse, me lo ricordo bene: “Dai, usciamo…voglio comprare due anelli uguali…promettimi che non te lo toglierai mai”
L’ho tolto. In realtà mentre fumavo una sigaretta in terrazza (le sigarette, diamine, se fossi superstiziosa considererei un segno il fatto che ieri, comprandole dal tabacchino, ho notato che il pacchetto delle Chesterfield è cambiato. “Tutto cambia”, ho pensato ieri. Quant’è vero.) ho provato l’irresistibile tentazione di tirarlo dal settimo piano, l’anello. Tutte quelle promesse mai mantenute. Quello stesso pomeriggio, seduti nella panchina dei giardini, che guardavamo il cielo, e lui che mi diceva “Quando ci rincontreremo dopo i mesi di lavoro, immagina la felicità…”, e io che piangevo.
I peluche, cazzo. Li ho infilati alla rinfusa in mezzo agli altri. Prima erano sul comodino, privilegiati, che diamine, erano il peluche che mi ha regalato il mio ragazzo, l’amore mio, non potevano stare in mezzo agli altri. Quel leoncino che mi comprò mentre camminavamo per via Notarbartolo, lo stavo guardando dicendo ‘che carino’ e mi trascinò nel negozio per comprarmelo, e io non volevo…Il Tigro, che mi portò dopo i quindici giorni che trascorse a Carrara per impratichirsi col mestiere…mi fece una foto con quel Tigro in braccio, se la mise come sfondo nel suo cellulare…
E poi le foto…le foto dei giorni tra i più belli della mia vita…quelli che abbiamo trascorso io, lui e i nostri amici a Vicari…quei momenti che non se ne andranno mai, ma intanto le foto sono finite nell’armadio.
La sciarpa che ho lavorato per mesi…perché a Carrara fa freddo, lui è sempre raffreddato, volevo che si coprisse con qualcosa di mio…e il modellino di Berserk, cazzo, anche quello, che cercai ovunque a Lucca per regalarglielo, e poi lui non venne…perché aveva da lavorare…
E infine, quella collana…che mi regalò con le sue scuse e la confessione che mi amava ancora, dopo che ci eravamo lasciati per la prima volta…
Tanti oggetti rinchiusi nell’armadio, tanti ricordi. Quelli non posso rinchiuderli nell’armadio, però, quei ricordi che continuavano a legarmi e a farmi andare avanti quando litigavamo…quando mi rendevo conto veramente che non poteva più funzionare, che lui è cambiato, che entrambi non eravamo fatti per una storia a distanza, e naturalmente la cazzosamente banale frase ‘non eravamo fatti l’uno per l’altro’. No, quest’ultima non funziona. Non esistono persone che non sono fatte per stare insieme. Esistono persone che non sanno trovare uno straccio di compromesso, una straccio di voglia di smussare un po’ gli spigoli del proprio carattere, persone orgogliose e convinte che nella vita una persona debba lasciarsi trasportare…e come va, va, e se non va, pazienza…Persone convince che ‘gli tocca’, quando non gli tocca un bel niente, ed è proprio non facendo niente che scelgono…
Non sono critiche a lui, sia ben chiaro, sono critiche ad entrambi. Perché poi mi viene da pensare…se avessi puntato i piedi per terra e mostrato le corna prima…se invece di dirgli sì ogni tanto gli avessi detto ‘no, non mi sta bene’, invece di farlo solo ora…forse ce ne saremmo risparmiate tante…se quella sera, ad ottobre, invece di sentirmi triste per le sue lacrime, gli avessi ribadito il ‘no, non torniamo insieme’ che gli avevo già ribadito…anche così ce ne saremmo risparmiate tante…

E cazzo, quel telefonino devo buttarlo. Sono due volte che vado al comodino, lo prendo, metto il dito sul tasto di accensione. No. Non devo accenderlo e non deve importarmi se mi ha cercato o no. Non posso più permettermi di essere quella debole, quella che prende una decisione e finge di non averla presa schermandosi con la frase ‘Dai, vediamo…come va, va’.
Non posso più permettermi di vivere di soli ricordi, siano pure ricordi bellissimi, perché sono diventata l’ombra di me stessa…
Non posso più permettermi di dare amore a chi si arrocca nella sua posizione, senza pensare a ciò che sta causando alla persona che ha cercato di dargli tutto quello che poteva dargli.
Alla persona che per lui ha provato sentimenti da madre, sorella, amica, amante.   

Ormai la decisione è presa.
Tutto va dentro l’armadio.
This is the end, beautiful friend.




 

02-12-2007

Reading: quei maledettissimi libri di letteratura spagnola dell'800-900
On air: il fracasso infernale di quei maledettissimi vicini dell'appartamento accanto che ti fanno improvvisamente entrare nella mente dei serial killer e pensare a come certe stragi nel territorio italiano non siano poi così inspiegabili. 


Torniamo ai post tetri.

La vita mi fa cordialmente cagare.
Superi un problema, e ti ritrovi maltrattata per un motivo x da una persona nervosa che non ha perso tempo a sfogare i suoi nervi su di te.
Ti chiede scusa, e vieni a sapere che c'è chi trama dietro le tue spalle.
Il tutto mischiato a vecchie amicizie che non perdono tempo a falsificare la realtà e a dirti quanto fai loro schifo perché fumi, bevi, ti fai le canne e ‘chissà cos’altro’.
Purtroppo la vita mi ha trattata troppo bene, finora. Devo imparare a mettermi un paio d'occhi ben aperti anche in culo. Altrimenti rischio di sbattere la faccia in cose veramente brutte.
Altresì, la vita mi ha dato un paio di coglioni che mi permettono di sputare in faccia la verità a chicchessia senza timori, ma, purtroppo, si è dimenticata di rifornirmi in equivalente misura di cattiveria.
Chi pensa che io stia vantandomi, rivoltate sottosopra i neuroncini. Mi sto lamentando, seriamente.
Mi sto lamentando perché so rispondere a tono (e anche abbastanza retoricamente) a qualcuno che mi dice cattiverie, senza però saper abbassarmi al suo livello rispondendo con altrettante cattiverie (e ce ne sarebbero da dire a bizzeffe, ce ne sarebbe di roba da rimarcare e punti deboli da pungolare, fino al punto da mandarli in terapia psichiatrica, al cui orlo peraltro ci sono già da sé).
E quindi, piuttosto che dire ‘sei un fallito, un debole, sei un vittimista, un pallonaro, hai tendenze suicide-ammazzatigiàchecisei, tutti hanno compassione di te e non ti rispondono solo per pietà, tuo fratello è etc, tua sorella e tua madre sono etc’, cosa che non mi sognerei mai di dire perché veramente mi si stringe il cuore a pungolare punti deboli veramente esistenti, preferisco limitarmi a rispondere alle offese che mi vengono fatte senza attaccare tanto sul personale.
D’altronde, quando mi si dice che non so l’italiano perché il termine ‘minaccia’ si riferisce solo alla morte e io l’ho usato impropriamente, prima rido per venti minuti, poi gli sventolo in faccia il dizionario De Mauro. Ma non si sa mai. Certa gente preten